Una giornata ricca di appuntamenti per spiegare come le imprese campane possono superare la crisi post Covid, a partire dal Recovery Fund. Venerdì 11 settembre il presidente della commissione Finanze della Camera, on Luigi Marattin ha fatto tappa a Napoli per una serie di incontri con giornalisti, imprenditori e professionisti.

Dapprima a radio Crc, poi negli studi dell’agenzia di stampa Sicomunicazione e infine nel corso di un aperitivo al club La Veronica, il deputato di Italia Viva nonché accademico di Economia ha esposto le sue tesi sull’impiego delle risorse che saranno rese disponibili dall’Unione Europea nel periodo 2021/27.

Marattin ha innanzitutto evidenziato l’importanza di accelerare quelle riforme, attese da 30 anni, evitando di sprecare i fondi U.E. con logica assistenzialistica o peggio clientalare: “Interventi mirati e non distribuzione di soldi solo sulla base del peso politico di questo o quel ministro. Questa è un’occasione unica che non va sprecata, specie per le imprese del Sud”. Ha poi sottolineato quale debba essere la prospettiva strategica dell’impiego dei 209 miliardi del Recavery Fund ma anche dei 100 miliardi di fondi strutturali. “Per non vanificare il tutto bisognerà lavorare su due fronti: colmare il gap infrastrutturale, dal punto di vista materiale e digitale, e sviluppare il tema della decontribuzione per le aziende che assumono o reintegrano i lavoratori, già presente nel decreto Semplificazione. Proprio questo decreto, che sarà operativo dal 1° ottobre, garantirà una riduzione del costo del lavoro pari al 30%, in termini di oneri previdenziali. Questo intervento sarà finanziato con fondi statali fino al 31 dicembre, dopo sarà sostenuto dai fondi europei del React-EU e avrà così una durata decennale che consentirà alle imprese di mantenere e aumentare i propri livelli occupazionali”.

A proposito dello sviluppo dell’economia campana, Marattin ha infine ribadito la necessità di non disperdere le risorse in mille rivoli, ma di concentrarle nei settori strategici. “I comparti su cui maggiormente puntare sono quelli in cui sono presenti realtà di eccellenza, penso al turismo e al settore agricolo. Grande attenzione però va riservata anche a tutte quelle piccole e medie industrie che hanno fatto fatica a svilupparsi per mancanza di quelle infrastrutture e di quei servizi indispensabili per la crescita di un tessuto imprenditoriale endogeno”.

Efficace la metafora che ha accompagnato tutti i suoi interventi: “La disponibilità di questa ingente mole di risorse rappresentano un calcio di rigore. Dobbiamo segnarlo, come fece Grosso nella finale mondiale di Berlino nel 2006, e non sbagliarlo, come purtroppo fece Baggio nella finale mondiale del 1994”