Una giovane coppia deve acquistare un cappello da regalare ad una signora amica. Si ferma davanti alla vetrina da donna e rimane, sfidando il freddo ed il vento della serata, ad analizzare i vari modelli esposti esprimendo molteplici commenti. Finalmente i due decidono di entrare e pare che il problema della scelta ricada su di lui che esamina attentamente quello che propongo. Viso che esprime il massimo della criticità mentre sembra controllare ogni piega e cucitura dei modelli e chiede alla compagna di indossarli. Lei lo asseconda silenziosamente e prova pazientemente di tutto. “La scelta è estremamente difficile!” esclama l’uomo mentre lei, più decisa, sceglie un basco di panno nero che sembra dipinto con pennellate di vari colori. Veramente bello e molto particolare.

Chiedo, allora, se posso confezionare un pacchetto come dono natalizio ma lui mi ferma dicendo: “Aspetti! La decisione richiede tempo, almeno un’ora, un’ora e mezzo credo; non si può avere fretta in un acquisto!”

Lo guardo allibita e spaventata e lui continua:” Non si può mica comprare così! Ogni cosa richiede il suo tempo. E, poi, lei cosa ha da fare?”                Nel frattempo avevo già accontentato tre clienti entrati a fare spese ed usciti felici e contenti con i loro pacchetti regalo. Guarda, riguarda i cappelli ormai in gran numero sul banco vendita dove non c’era più spazio per altro e mi chiede nuovamente : “Allora, cosa deve fare di tanto importante?”  Vorrei rispondergli: ”Mi piacerebbe sedermi e riposare un po’ visto che è da stamattina che sto in piedi. Vorrei leggere il giornale che oggi non sono riuscita neanche a sfogliare e sapere cosa è successo nel mondo. Vorrei bere una bella tisana al finocchio e liquirizia e telefonare a qualcuno per cominciare a fare gli auguri. Gentilmente, però, gli rispondo “A dir la verità, vede quello scatolone a terra vicino alla scala? E’ arrivato nel pomeriggio e contiene cappelli e berretti da controllare e sistemare”. “Cappelli da donna?” chiede speranzoso di poter vedere altro, ed io prontamente rispondo: ”No! Sono da uomo, mi dispiace”. “Ah – ribatte – Peccato! Comunque, non si preoccupi perché rimaniamo qui ad aiutarla”. “Grazie! – rispondo terrorizzata – Molto gentili ma non sarebbe il caso perché, oltre allo scatolo di berretti e cappelli, vicino alla vetrina c’è anche uno scatolo di ombrelli arrivati stamattina a cui devo mettere i prezzi e trovare una collocazione e non sapreste da dove cominciare. Si farebbe molto tardi per mettere tutto a posto e non vorrei farvi saltare la cena e fare notte qui!”. “E va bene – si arrende – ci lasci pensare un po’ con calma e prendere una decisione!”

Alla fine, dopo un tempo che mi appare interminabile, forse vedendomi impaziente dice: “Ma siamo stati qui solo una ventina di minuti!”. Lo fisso interdetta, guardo l’orologio e sul punto di perdere la pazienza, rispondo: “Di più! Sono almeno quarantacinque minuti e oltre e non capisco perché non decide di prendere quello che è il basco più bello che sia mai arrivato al negozio. Sembra un quadro, tanto è particolare per i suoi colori. Fosse per me, non avrei dubbi!”.

A malincuore acconsente e subito glielo tolgo dalle mani per confezionarlo. Chiudo la busta, sto per mettere un nastro rosso natalizio e lui esclama all’improvviso: “E se dovessimo ripensarci?”. Mi si gela il sangue nelle vene. “No! Non è possibile! – rispondo sorridendo – La signora ed io siamo convinte che questo sia un ottimo acquisto. Si fidi di noi!”

Ci guarda perplesso mentre lei sembra respirare di sollievo, forse perché qualcuna aveva risposto per le rime al compagno. Lui prende a malincuore il portafoglio da una tasca e si accinge a pagare. Temo fino all’ultimo istante un’altra sortita ma, dopo che ho consegnato lo scontrino i due salutano e vanno via. Nell’uscire incrociano una signora che sta entrando. Lui la ferma e le dice: “Stia attenta e si sbrighi! La signora qui ha messo il timer per le vendite!”

La nuova cliente lo guarda a bocca aperta per la meraviglia ed entrando mi fissa interrogativamente.

Oltre un’ora di tempo per acquistare un copricapo!

Ah! Erano le 19,30 e mi avevano confidato che dovevano ancora comprare altri quattro regali in altri negozi…

di Graziella Bergantino