’Tra me e il Presidente della Regione Campania non c’è una diatriba, io ho sempre espresso un pensiero libero e credo sia stato anche utile, perché finalmente stanno venendo fuori alcune cose gravi nella nostra regione”: lo ha detto questa mattina il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, intervistato alla trasmissione Buongiorno, su Sky TG24. “Dall’altra parte c’è l’insulto, non solo nei miei confronti, ma nei confronti del Governo, di Saviano, di tanta gente. Nonostante l’insulto, io la penso come il Presidente della Repubblica. Bisogna porgere l’altra guancia e chiedere di incontrarsi, che non significa però non dire la verità. Se c’è qualcosa che non va un sindaco lo deve dire”, ha aggiunto.

Il primo cittadino di Napoli si è detto preoccupato per la situazione sanitaria, “gli ospedali sono sotto pressione, ambulanze, ossigeno, tamponi, il numero di medici e infermieri, l’organizzazione della medicina territoriale, siamo un po’ all’autogoverno della pandemia. Non si ha più il tracciamento. La situazione è grave e ci si è organizzati molto male dopo il lockdown. Napoli può essere una polveriera, o si comprende questo dato oppure si rischia di andare verso giornate difficilissime sul piano sociale ed economico”, ha spiegato.

Ma a creare apprensione all’ex magistrato è soprattutto la criminalità che, grazie alla pandemia, si sta infiltrando nell’economia della regione.  “La pandemia sociale ed economica porta anche al contagio criminale, è un tema per tutta l’Italia. La criminalità organizzata è rapida, non ha burocrazia, conosce il territorio, sa dove andare e ha necessità di acquisire il consenso sociale – ha spiegato poi De Magistris – Vanno dalle persone con l’usura, da attività ed esercizi per aiutarli e poi acquisirne la titolarità. Questo non si vede ma sta già avvenendo dalla primavera di quest’anno. È stato molto sottovalutato e credo che se non si è rapidi ad intervenire la mafia apparirà come il diavolo che si traveste da persona che ci vuole aiutare. Il Paese non si può consentire in questo momento di fare passi indietro nella lotta alla criminalità organizzata”, ha concluso il sindaco di Napoli.