Dopo più di 7 mesi in balia del virus continua il diverbio tra il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ed il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca; stavolta, però, le accuse sembrano essersi aggravate:

Affermo, a tal proposito, che ritengo necessario, urgente ed indispensabile che tutti i dati, sull’andamento del virus, mi siano comunicati costantemente ed in modo dettagliato, perché rappresentano lo strumento principale che consente di poter analizzare il contagio sul territorio ed, in particolare, la sua diffusione all’interno di ogni Municipalità.

Con queste parole si è espresso Luigi De Magistris nella lettera inviata al presidente De Luca, lamentando il suo scarso coinvolgimento nella gestione dell’emergenza. Stando a quanto il sindaco ha lamentato in un’intervista rilasciata ad Huffington Post, la Regione Campania comunicherebbe al Comune di Napoli solo il totale dei contagiati, dei guariti, dei deceduti e dei posti occupati in terapia intensiva. Mancherebbe, in sostanza, un’elaborazione: il numero totale non è sufficiente per elaborare un piano di prevenzione specifico per la città di Napoli, per il quale sarebbe necessario conoscere i dati quartiere per quartiere, così da provvedere ad interventi mirati e territoriali:

Non comunicando dati non ci consente in tempo reale di mettere in campo delle azioni che invece potrebbero, a differenza di quello che fa lui, meglio tutelare la salute dei nostri concittadini. E bisogna capire perché non lo fa: non lo fa perché non vuole ed ordina a chi dovrebbe trasmetterci i dati di non farlo o siamo di fronte all’approssimazione e alla superficialità? Comunque vada è gravissimo.

Queste le accuse rivolte al presidente De Luca, in un’intervista, dal sindaco De Magistris, che ha comunicato, inoltre, di non far parte, così come nessun sindaco campano, dell’Unità di crisi della Regione, nonostante Napoli rappresenti, con i suoi abitanti, una fetta cospicua dell’intera popolazione campana. Allo stato attuale, alle riunioni dell’Unità di crisi partecipa, a nome dei sindaci, il rappresentante dell’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). La lettera scritta al presidente, infatti, e inviata per conoscenza anche al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro della salute Roberto Speranza e al prefetto di Napoli Marco Valentini, prosegue così:

Oltre alla analitica e dettagliata conoscenza dei dati, come accennavo, mi sembra opportuno e necessario che il Sindaco di Napoli e della Città Metropolitana non possa essere escluso dall’Unità di crisi costituita per fronteggiare la pandemia. Quindi, reitero la richiesta, formalmente, a pieno titolo, di farne parte.

La mancata inclusione del sindaco di Napoli ai tavoli di gestione dell’emergenza, così come la poca trasparenze nella comunicazione dei dati rappresenterebbero per De Magistris “un’alterazione della democrazia“: a fronte di un quadro sanitario che, rispetto a 7 mesi fa, non avrebbe percepito miglioramenti, De Luca si impegnerebbe in “ordinanze inutili e punitive nei confronti delle categorie economiche e dichiarazioni violente nei confronti dei cittadini“.
Scarsa trasparenza e strumentalizzazione politica dell’emergenza: queste, in sostanza, le accuse che De Magistris ha rivolto al presidente De Luca, che avrebbe costruito il proprio consenso (“operazione Pulcinella“) distogliendo l’attenzione dei cittadini dallo smantellamento che ha interessato la sanità pubblica negli ultimi cinque anni.