Numerose sono le iniziative promosse dal Comune di Napoli per sanare i danni dell’ “epidemia sociale” in corso, oltre che sanitaria. Tuttavia il sindaco Luigi De Magistris esprime preoccupazione per i suoi concittadini: se il Governo non interviene tempestivamente con un reddito di quarantena sarà difficile impedire il dilagare della criminalità.

Per adesso il Comune stima di riuscire a garantire una copertura alle famiglie più colpite fino alla fine di aprile.
Il Banco Alimentare di mutuo soccorso fornisce cibo e medicinali ai più bisognosi (https://www.napoliflash24.it/coronavirus-in-campania-cibo-a-200-mila-persone-dal-banco-alimentare/) ed il fondo di solidarietà Il Cuore di Napoli garantisce a 30/35 mila famiglie circa cento euro a settimana, salvo incrementi di venti euro a settimana per ogni minore da 0 a 12 mesi (le informazioni per l’accesso al fondo sono disponibili al seguente link: http://www.comune.napoli.it/sostegno-alla-spesa).
Inoltre con la delibera “Napoli riparte“, approvata dalla Giunta Comunale lo scorso 3 aprile, il Comune ha tentato di attenuare “la drammatica emergenza di oggi e programmare l’ardua ripresa di domani“, come informa il sindaco sulla sua pagina Facebook. La delibera esenta tutte le attività economiche da ogni imposta, tassa o tributo sino a fine anno, purché mantengano la forza lavoro precedente alla quarantena; prevede contatti con il sistema creditizio al fine di favorire la futura ripresa delle attività produttive; intende aprire un confronto con i proprietari immobiliari per produrre un contenimento del costo degli affitti dei locali commerciali e riprogrammare i fondi strutturali europei, nazionali e regionali per destinarli al rilancio delle attività più colpite.
A proposito del rispetto del Decreto #IoRestoaCasa, il sindaco difende i suoi concittadini dalla narrazione estremamente negativa degli ultimi giorni: “I napoletani si comportano complessivamente con maturità e responsabilità; a Napoli certe immagini sono più eclatanti che in altre città per via della conformazione […] Se fino ad ora c’è stato un contagio diffuso, ma non di massa, è perché qui abbiamo cominciato a chiudere scuole e cantieri prima del Governo. Anche perché la sanità pubblica è stata talmente distrutta negli ultimi anni che i veri soldati della resistenza sono i cittadini, oltre a medici ed infermieri.

A preoccupare il sindaco è la criminalità che, purtroppo, si avvale di “zero burocrazia, tanta liquidità e conoscenza del territorio“. Il Comune sta facendo il possibile per sostenere famiglie ed attività commerciali nella loro quotidianità, tuttavia invita il Governo ad intervenire quanto prima con un sostegno economico per evitare anche l’ “epidemia criminale“: “se non mettiamo un po’ di benzina adesso, rischiamo di non ripartire e questo il Governo deve capirlo subito, a maggio sarà tardi.”
Un appello anche sul tema mascherine: il sindaco si dichiara favorevole al loro uso generalizzato, tuttavia continuano a non essere sufficienti. Anche in questo caso, il Comune ha provveduto come poteva attingendo alle aziende campane che le hanno prodotte ed avvalendosi di quelle donate dalla comunità cinese: duemila mascherine sono state consegnate in questi giorni dall’Assessora alle Pari Opportunità Francesca Menna e dall’Assessora al Commercio Rosaria Galiero all’Azienda Ospedaliera dei Colli – Cotugno.