Quando noi chiudevamo, in altre parti d’Italia si facevano iniziative pubbliche, si diceva ‘Milano non si ferma’, ‘Bergamo non si ferma’, ‘Brescia non si ferma’. Poi si sono fermati a contare le migliaia di morti. Non le centinaia, le migliaia di morti“: così ieri il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, durante la visita all’ospedale di Sapri, in provincia di Salerno, parlando dell’emergenza Coronavirus. Tornano a salire i contagi nella nostra regione e l’ultimo bollettino riferiva che su 2.065 test analizzati 19 tamponi sono risultati positivi.

Ogni tanto viene da Milano in Campania qualche squinternato che viene a fare un po’ di razzismo contro di noi, ma è aria fritta. La verità è che oggi i cittadini della Campania, del Cilento, di Napoli vanno a testa alta, ci rispettano” afferma De Luca, che poi si chiede: “Cosa sarebbe successo se quello che è accaduto a Codogno si fosse verificato in Campania e non in Lombardia? Ci avrebbero messo in croce per altri 50 anni. E invece no, diversamente da come si aspettavano in Italia, la Campania ha retto meglio di tutti la battaglia contro l’epidemia”.

Oltre a Sapri ieri De Luca ha fatto tappa a Villammare, Camerota e Palinuro per inaugurare opere e dare il via ad ulteriori lavori finanziati dalla Regione. “Tutti noi ci siamo sentiti una grande famiglia per la prima volta – ha poi detto De Luca durante la visita a Sapri -, abbiamo fatto i conti con la paura, visto sul volto dei genitori e dei figli il pericolo per la malattia e il ricovero”. Secondo il governatore ora ci vuole “responsabilità e rigore” dato che “arriva gente da tutto il mondo, da Paesi dove c’è contagio elevato. Vi prego di indossare le mascherine sempre, solo se andate a passeggio da soli non c’è problema”.