Il mio obiettivo è quello di fare della Campania la prima regione d’Italia e d’Europa ad uscire dall’epidemia. Voglio che ci impegniamo in una sfida quasi folle“. È un Vincenzo De Luca ambizioso quello presentatosi oggi nella consueta diretta facebook del venerdì. Ringalluzzito forse dai numeri sulle somministrazioni effettuate, che inseriscono la Campania tra le prime nel paese nonostante le molte – anche troppe – difficoltà logistiche, il governatore provaa traccaire la rotta, parlando di “una operazione di straordinaria complessità al limite della pazzia ma – prosegue – sono convinto che, se avremo la disponibilità di 8milioni e 400mila vaccini, siamo in grado di raggiungere questi obiettivi entro dicembre del 2021“.

E proprio mentre De Luca informa i concittadini sulle iniziative che la sua Giunta intende portare avanti per contrastare il Covid, in contemporanea arriva la conferma da Roma che la Campania resta zona gialla, come prescritto dal dpcm in vigore da domenica 17 gennaio. Lo stato di allerta, però, resta. E soprattutto, resta l’importanza dei comportamenti individuali, in quanto “c’è un “aumento non straordinario ma sensibile di contagi“, in caso contrario, “se saremo irresponsabili tra due-tre settimane la Campania sarà tutta chiusa” chiosa ancora il governatore. I dati, nonostante il territorio regionale possa ritenersi virtuoso, parlano chiaro. Quest’oggi il Comune di Napoli ha pubblicato il report sul contagio Covid curato dall’Osservatorio epidemiologico, coordinato dall’equipe di Giuseppe Signoriello, docente dell’universita’ Vanvitelli, e dall’assessore alla Salute del Comune, Francesca Menna. Nelle ultime due settimane sono stati notificati 2.588 casi, + 18% rispetto alle due settimane precedenti, quando i nuovi casi erano stati 2.202. Il tasso di mortalità risulta essere quasi il doppio rispetto a quello della Campania (82.6 casi per 100mila abitanti contro 47.2)

Intanto, il provvedimento a firma di Conte e Speranza consente le seguenti attività per territori a bassa criticità come la Campania:

  • Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura “è assicurato, dal lunedì al venerdì” nelle zone gialle “con esclusione dei giorni festivi”
  • Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 fino alle ore 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi
  • Dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico
  • Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati
  • Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonchè fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze
  • Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ATECO 56.3 e 47.25 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18