De Laurentiis si “mangia” il Bari. Una decisione che ha tante chiavi di lettura e che suscita più di un malumore nella tifoseria partenopea.
Ma bisogna avere il coraggio di analizzare la vicenda da diverse angolazioni.
Il blitz di DeLa significa che il presidente intende ingrandire la sua presenza nel calcio, divenendo il leader del rilancio del calcio in una piazza, quella barese, che è l’ottava in Italia per affluenza allo stadio e che può rappresentare un nuovo bacino d’influenza per il patron del Napoli.
Così come, l’intenzione di creare una sorta di asse tra due grandi città meridionali, è meritevole di attenzione. Perché il calcio ormai, per il peso sociale e economico che ha assunto, ha un valore che va oltre il calcio giocato. E lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle proprio negli anni scorsi, per gli ostacoli incontrati dalla cavalcata della nostra squadra al vertice del campionato. Vedremo quali forme assumerà l’asse tra Napoli e Bari. Sperando che vada oltre il calcio e che, con la collaborazione degli enti pubblici, possa riguardare anche aspetti economici e culturali.
Ma poi c’è un altro aspetto. Il presidente forse ha sottovalutato l’impatto emotivo che la sua spedizione a Bari avrebbe prodotto sui tifosi del Napoli. Che temono che la diversificazione degli interessi calcistici di DeLa possa provocare una disattenzione verso l’obiettivo prioritario che deve essere il Napoli.
Con Ancelotti si apre un nuovo ciclo. Un grande e vincente allenatore che rappresenta una assicurazione che la società intende proseguire, e se è possibile migliorare, i risultati degli anni scorsi.
Appunto per questo, signor Presidente, le chiediamo di fugare ogni dubbio e perplessità. E lo dimostri con un ulteriore sforzo. Con un acquisto che sia il simbolo, anche emotivo, che il Napoli guarda avanti.

Patrizia Sgambati

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