Il leggendario chitarrista dei Pink Floyd, nel suo ultimo singolo duetta sull’isola greca con la figlia Romany

Sono passati cinque anni da Rattle That Lock, il suo ultimo lavoro solista, ma ascoltando Yes, I Have Ghosts, singolo appena uscito, si può sempre e con ragione affermare che David Gilmour non tradisce mai le attese. Curiosa la storia di questo brano: il testo parla di un personaggio del romanzo A Theatre for Dreamers della seconda moglie di Gilmour, Polly Samson, che da circa trent’anni collabora col marito alla stesura dei testi sia dei suoi album solisti che di quelli dei Pink Floyd. Il brano inizialmente doveva solo far parte della colonna sonora dell’audiolibro, ma durante la sessione di registrazione c’è stato il lockdown causato dal Covid 19 e il leggendario chitarrista dei Pink Floyd si è ritrovato chiuso in casa con la famiglia, come tutti noi. È lui stesso a raccontare alla rivista inglese Rolling Stone come sono andati i fatti: “Il formato dell’audiolibro ha un potenziale enorme ma che non viene sfruttato al massimo, sono sorpreso che altri musicisti non abbiano mai collaborato con scrittori e produttori di audiolibri prima d’ora. Questi due mondi sembrano integrarsi perfettamente e la musica può davvero aiutare a dare vita agli audiolibri in modi del tutto inaspettati. Siamo stati fortunati che avevamo nostra figlia Romany a casa con noi durante il lockdown, così ci ha potuto aiutare con la sua arpa e interpretando alcune parti vocali. Sono davvero felice e orgoglioso che le parole di Polly e la mia musica si siano intrecciate così bene in questa versione audio di A Theatre For Dreamers”.

In Yes, I Have Ghosts,  Gilmour, accompagnato dalla figlia Romany ai cori e all’arpa, ricrea atmosfere nostalgiche riportandoci sull’incontaminata isola greca di Hydra negli anni ’60, dove trovavano rifugio e ispirazione le comunità di artisti, tra cui un giovanissimo Leonard Cohen. È questa, infatti, l’ambientazione del romanzo della Samson, ed è a Hydra che è girato il video del singolo,

in cui si possono apprezzare gli scenari paradisiaci di quest’isola unica. Hydra, infatti, ha la particolarità di essere un’isola rocciosa in cui vi sono appena pochi villaggi, raggiungibili solo attraverso piccole strade sterrate e, quindi, a piedi o cavalcando asini o muli. Sull’isola non esistono mezzi di locomozione a motore, ma raggiungendo i punti più alti si possono ammirare, in una surreale quiete, fantastici panorami verso l’arcipelago e la terraferma. Aggiungete, alla quiete e alla natura, la bellezza di edifici storici (molti sono del XVIII secolo) mai alterati, in quanto l’intera isola è stata dichiarata patrimonio nazionale, e vi sarà facile comprendere come mai la famiglia Gilmour (e non solo) abbia trovato ispirazione proprio a Hydra. Del resto per loro questa non è una novità, dato che anche nel 2006 l’album On an Island trasse ispirazione da un’altra isola greca, Kastellorizo, da cui il titolo della prima traccia.

Veduta aerea dell’isola di Hydra

È un’alchimia perfetta di musica, testo, canto, interpretazione e immagini quella raggiunta dal celebre chitarrista con Yes, I Have Ghosts, che potrebbe sembrare una ballata falk nata sulle corde della sua chitarra, dell’arpa della figlia Romany e del violino di John McCusker (che vanta collaborazioni anche con un altro leggendario chitarrista, Mark Knopfler), ma in realtà ciò che David & Romany Gilmour ci fanno vivere è un vero viaggio attraverso la musica, nelle atmosfere descritte dalla Samson. “Il calore del sole è rimasto per tutta la notte/Ho creato spettri di sconosciuti che giocavano con i miei occhi… Si, ho fantasmi, non tutti morti/Facendo polvere dei miei sogni, che girano/Girano nella mia testa”, cantano Gilmour padre e figlia proiettando l’ascoltatore nell’incantesimo creato dalla loro musica, facendolo sentire accanto a loro, avvolto da quegli stessi fantasmi e dal calore del sole che pigramente si immerge nell’Egeo.

Prima dell’isolamento forzato, la famiglia Gilmour stava per iniziare un mini tour per presentare il romanzo nel suo formato classico e audiolibro con colonna sonora. In attesa di riproporlo a giugno del prossimo anno, durante il lockdown i Gilmour hanno dato vita a una diretta streaming in cui hanno ricostruito a casa loro, su un palco, un angolo dell’isola di Hydra. Da lì hanno proposto conversazioni e letture del libro, accompagnate da sessioni strumentali non solo di Yes, I Have Ghosts, ma anche di cover di Leonard Choen e molto altro ancora. Il video, intitolato A Theatre For Dreamers /Von Trapped Family live stream, è visibile a questo link,

mentre la cover di If It Be Your Will, di Leonard Cohen, la trovate cliccando qui.

La bellissima riuscita di questa fusione tra la musica di David e Romany e le atmosfere create dalla Samson, ci fanno sperare di vedere presto questo audiolibro nelle nostre librerie. La magica ispirazione che le isole greche riescono a far nascere alla famiglia Gilmour ci fa sperare che possano visitarle tutte, anche se sono quasi un migliaio solo quelle abitate.