Il Bilancio Ue è pari circa all’1% della ricchezza totale di tutti i Paesi membri. Per il 2019, il bilancio vale 165,8 miliardi di euro (+3,2% rispetto al bilancio per il 2018) di impegni e 148,2 miliardi di euro di pagamenti. Ed è un bilancio d’investimento, cioè i soldi vengono tutti spesi per migliorare strutturalmente la UE.

Le entrate sono costituite da

  • dazi doganali con paesi terzi all’unione
  • imposte e contributi agricoli sulle importazioni da Paesi terzi
  • un contributo dello 0,30% dell’IVA degli stati nazionali
  • un contributo dal PIL degli stati nazionali

I primi due importi rendono il bilancio UE indipendente dagli Stati nazionali, gli altri due si sono resi necessari per ampliare il bilancio rispettivamente nel 1970 e nel 1988 e sono rimasti in essere.

La partecipazione al bilancio dell’UE avviene per capacità di spesa rispetto al Pil degli Stati membri.

Quello che viene versato all’UE ritorna allo Stato sotto forma di finanziamenti strutturali (dedicati a progetto di sviluppo) in misura diversa Paese per Paese. L’Italia e la Germania per esempio sono contributori netti. Significa che versano all’UE più di quanto gli sia restituito. Questo nell’ottica della redistribuzione della ricchezza tra i vari Paesi dell’UE al fine di supportare quelli che devono raggiungere il nostro stesso grado di sviluppo (per esempio la Polonia)

Uscite:

Bilancio 2020 approvato: ripartizione degli stanziamenti di impegno nelle categorie del QFP
Rubrica del quadro finanziario pluriennale milioni di EUR %
Competitività per la crescita e l’occupazione 25 284,8 15,0%
Coesione economica, sociale e territoriale 58 645,8 34,8%
Crescita sostenibile: risorse naturali 59 907,0 35,5%
Sicurezza e cittadinanza 3 729,1 2,2%
Ruolo mondiale dell’Europa 10 261,6 6,1%
Amministrazione 10 272,1 6,1%
Altro 587,8 0,3%
Totale 168 688,1 100,0%
Fonte: Bilancio approvato 2020

Strumenti di flessibilità e di emergenza

Oltre alle spese programmate per finanziare le politiche dell’UE nell’ambito di programmi pluriennali, nel bilancio dell’Unione è stata riservata una serie di risorse finanziarie destinate a rispondere a crisi e situazioni inattese. Questi speciali strumenti di flessibilità possono essere impiegati in caso di crisi economiche (ad esempio il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione), catastrofi naturali (ad esempio il Fondo di solidarietà), emergenze umanitarie (ad esempio la riserva per aiuti d’urgenza) o esigenze impreviste (ad esempio lo strumento di flessibilità) negli Stati membri dell’UE, nei paesi candidati o in quelli terzi. Tali finanziamenti consentono di soddisfare esigenze finanziarie eccezionali limitate.

E’ palese che il bilancio UE sia di molto inferiore a quello della FED (4.000 miliardi) e di quelli di tutti gli stati Membri stessi (Italia circa 870 miliardi, Germania circa 1550 miliardi, Francia circa 1340 miliardi)

Un ampliamento dello stesso bilancio, comporterebbe una contribuzione  più alta da parte di ogni Stato membro, ma anche più soldi da redistribuire attraverso i vari strumenti esistenti o da creare per aiutare gli stati in difficoltà.

Clicca sul link successivo per approfondimenti su importi e spese del Bilancio UE.

https://www.europarl.europa.eu/italy/resource/static/files/import/mff_roma_7_2_2020/il-bilancio-dell-ue-in-sintesi_2019.3214_it_03.pdf

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com