La nascita dell’Euro come moneta unica è stato un processo durato 10 anni. I criteri che stabilivano quali caratteristiche dovesse avere un Paese per entrare nell’Unione Monetaria, vennero stabiliti nel Trattato di Maastricht nel 1992. La valuta ufficialmente ha cominciato a circolare il 1° gennaio del 2002 in dodici paesi.

I tassi di cambio tra le varie divise nazionali e l’euro furono determinati dal Consiglio europeo in base ai loro valori sul mercato al 31 dicembre 1998, in modo che un ECU fosse pari a un Euro.

Ricordo i parametri necessari ad entrare nell’Unione Monetaria:

– un deficit pari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo;

– un rapporto debito pubblico/PIL inferiore al 60%;

– un tasso di inflazione non superiore di oltre 1,5 punti percentuali rispetto a quello medio dei tre stati membri a più bassa inflazione;

– tassi d’interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media dei tre stati membri a più bassa inflazione;

– appartenenza per almeno un biennio al sistema monetario europeo.

In fase di accettazione, vennero compresi anche gli stati membri i cui parametri avevano dimostrato la tendenza a poter rientrare nel medio periodo all’interno dei criteri stabiliti dal Trattato.

In particolare, all’Italia e al Belgio fu permesso di adottare subito l’euro anche in presenza di un rapporto debito/PIL largamente superiore al 60%. La Grecia, quando queste decisioni furono prese, era l’unica che non rispettava nessuno dei criteri stabiliti; fu comunque ammessa due anni dopo.

In Italia l’adesione ai parametri di Maastricht ha spinto a rendere la banca centrale indipendente dal governo e l’accesso da parte del Tesoro al finanziamento monetario tramite gli scoperti del conto corrente di tesoreria è stato abolito. Questo ha permesso di ridurre drasticamente il deficit e non abusare più della svalutazione della moneta che l’Italia ha, in modo molto scorretto, utilizzato per rendersi competitiva a danno degli altri Paesi dell’UE invece di attuare le riforme strutturali e gli investimenti che avrebbe dovuto fare per stare al passo sin dagli anni ‘70. (analizzeremo poi come ha fatto)

Oggi la moneta unica è scambiata in 19 dei 27 Paesi dell’Unione (Danimarca e Svezia non hanno ancora deciso, gli altri devono avere i parametri).

Le politiche monetarie dell’eurozona sono regolate esclusivamente dalla Banca centrale europea, che ha sede a Francoforte sul Meno in Germania.

Eurolandia (solo i Paesi che hanno già adottato la moneta unica) copre un’area di circa 2.500.000 km² (corrispondente circa ad uno Stato come l’Argentina) per 340 milioni di abitanti (all’incirca come gli Stati Uniti d’America): potrebbe quindi essere considerato approssimativamente come il 7º stato al mondo per superficie e il 3º per popolazione.

E NON COMPRENDE TUTTI GLI STATI DELLA UE!!!!

Continua…..

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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