Dal 27 al 29 settembre in piazza Plebiscito si tengono le Giornate nazionali dei servizi pubblici. Al centro della prima giornata la questione ambientale e quella meridionale con dibattiti “Orientati dalla Costituzione”

Il netto in busta paga e nelle pensioni deve crescere. Nel nostro Paese le diseguaglianze sono aumentate e si può esser poveri anche con un lavoro. Serve, perciò, una vera riforma fiscale. Rimettendo al centro le persone, andando oltre l’attuale regressione culturale che fa paura. Crisi climatica e diritti sono le due facce di una stessa medaglia“. Sono le richieste di Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil, intervenuto ieri venerdì 27 settembre in piazza Plebiscito alle “Giornate nazionali dei Servizi Pubblici” promosse dalla Funzione Pubblica del sindacato da lui guidato.

Per quanto riguarda la questione climatica, la Cgil per una settimana ha indetto assemblee sull’emergenza climatica direttamente nei luoghi di lavoro. Ieri, ha partecipato con dibattiti partendo dall’ascolto di quanti sono scesi per strada nel resto della città e della regione in nome dei Fridays for Future, gli scioperi degli studenti che chiedono ai governi azioni sul versante della lotta al cambiamento climatico indotto da comportamenti umani aggressivi e nocivi. Si sarebbero riversati in città dagli ottantamila ai centomila manifestanti campani per chiedere un futuro verde. Roghi, sversamenti illegali, rifiuti e Terra dei Fuochi, sono i nomi riecheggiati nella Marcia per il Clima come in piazza Plebiscito, tutti accomunati da un’unica voce con la quale si chiede al governo italiano e regionale la giusta attenzione verso la questione ambientale. In Campania il comune sentire la lega a doppio filo con la salute pubblica, tanto che da tempo i comitati dei cittadini propongono l’istituzione di un Registro regionale dei tumori.

Per quanto riguarda la questione dei diritti, da ieri i partecipanti delle Giornate nazionali della Fp-Cgil sono invitati a fissare lo sguardo su ciò che dovrebbe orientare le proprie scelte, la Costituzione. Per gli organizzatori, va rimessa al centro del dibattito se si vuol dare valore all’opera di chi quotidianamente presta servizio nel pubblico impiego. Da qui, il titolo della manifestazione nazionale di questi giorni, “Orientati dalla Costituzione“. Al potere esecutivo gli organizzatori fanno una precisa rivendicazione: un piano di occupazione nei servizi pubblici che assuma almeno 500 mila lavoratori. Un numero apparentemente alto, ma giustificato dall’analisi di Serena Sorrentino, segretaria generale Fp Cgil, secondo i cui dati dal 2008 al 2017 il settore pubblico ha duecentocinquantamila lavoratori in meno e altri cinquecentomila verranno persi per i pensionamenti dei prossimi anni.

Ph credit: Ferdinando Kaiser