Il lavoro nero è la negazione di ogni idea di sviluppo che caratterizza il nostro Paese ed è alla base della crisi morale, sociale ed economica che abbiamo di fronte“. E’ il commento di Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Napoli, all’indomani del blitz coordinato dalla Procura partenopea e che sabato 16 novembre ha posto fine a una storia di schiavismo a Melito. Quarantatré persone, tra cui una donna incinta e alcuni minorenni, lavorando in nero, producevano merce griffata in uno spazio chiuso da una porta blindata e privo di servizi igienici e finestre. L’imprenditore è stato arrestato.

La proposta di Schiavella per contrastare la piaga sociale dello sfruttamento passa dalla volontà condivisa di abbracciare lo sviluppo civile del territorio. “Occorre intensificare i controlli e mettere in piedi una task force che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine e organi ispettivi in grado di individuare situazioni di questo tipo e colpire i responsabili“, secondo il segretario, che annuncia una manifestazione per martedì 19 novembre a Giugliano. Da piazza Matteotti alle ore 10.00 partirà la marcia contro il lavoro nero e si ricorderanno le moltissime morti bianche che hanno insanguinato il giuglianese e la Campania, dove fino al 31 agosto si sono registrati cinquantadue incidenti mortali sul lavoro, ventiquattro dei quali sono avvenuti a Napoli. Quest’anno la Campania è la terza regione per morti bianche dopo Lombardia e Veneto.

Il bollettino drammatico parla di un regime di illegalità in cui le mafie sembrano farla da padrone. Le organizzazioni sindacali hanno costituito un “Coordinamento per lo Sviluppo ed il Lavoro” e hanno firmato il “Patto per la fabbrica” con il mondo imprenditoriale, ma chiedono da tempo al legislatore l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro con conseguente modifica del codice penale.