«La rete delle cure domiciliari, in molti casi, esiste solo sulla carta». Gabriele Peperoni e Antonio Magi, rispettivamente vicepresidente nazionale e segretario generale nazionale del Sumai, hanno portato all’attenzione del ministero della Salute un tema che riguarda l’Italia intera (e milioni di famiglie) ma che affligge in modo particolare regioni come la Campania.
Nel corso di un incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Roma Peperoni e Magi, assieme alla delegazione dell’Associazione Italiana di Cure Domiciliari e con l’Osservatorio delle Malattie Rare, hanno incontrato il viceministro Pierpaolo Silieri e gli hanno rappresentato l’esigenza «ormai
improcrastinabile» di «strutturare un’organizzazione di cure domiciliari che abbia una propria organizzazione con personale dedicato in modo esclusivo». Secondo Peperoni «solo questo permetterà di concretizzare la tanto declamata integrazione “Ospedale – Territorio”.

Oggi – ha spiegato il vicepresidente Sumai – parlare di territorio come altro Polo dell’integrazione è assurdo, il “territorio” è un’entità che esiste solo sulle carte delle direzioni generali delle varie ASL ma non ha alcun riscontro concreto. In realtà è il Distretto sanitario l’attore presente sul territorio, che però va rafforzato con uno strumento operativo che deve essere ben visibile e competente nel garantire attività assistenziali di alto livello per pazienti affetti da gravi patologie come lo sono le neoplasie in fase avanzata o terminale, le patologie neurodegenerative in fase avanzata, le malattie genetiche e rare e l’assistenza domiciliare pediatrica».

Sulla stessa linea di pensiero anche Stanislao Napolano, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Cure Domiciliari. «Obiettivo dell’associazione – spiega – è di garantire la continuità della cura dall’ospedale al domicilio del cittadino malato, assicurando quanto ad esso necessita fornendo farmaci, devices, ausili per quadri clinici complessi con alta intensità assistenziale, eliminando tutti quegli aspetti burocratici che ancor oggi fanno delle cure domiciliari un percorso ad ostacoli per le famiglie dei pazienti».

Dall’incontro nascerà ora un tavolo di confronto che servirà ad analizzare lo stato dell’arte e definire un modello operativo assistenziale che risponda all’art. 32 della Costituzione, assicurando sul territorio nazionale uniformità di assistenza e di prestazioni.