L’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli, tradizionalmente identificata come il Policlinico Vecchio, ha indetto un concorso letterario sul tema della cura, il cui bando è visibile sulla homepage all’indirizzo Internet www.policliniconapoli.it.

Tre sono i temi selezionati a cui ispirare le produzioni. Il primo ruota intorno alla figura di Giuseppe Moscati, medico e santo, molto amato da napoletani e campani, che da sempre ispira i migliori comportamenti in ambito assistenziale. Un secondo tema riguarda gli “angeli visibili” e punta a tributare la giusta attenzione e riconoscenza a quelle figure assistenziali capaci di fornire conforto e fiducia, oltre che cure mediche e sanitarie di alto livello. Infine, il terzo tema esplora più direttamente il rapporto tra assistenza e arte nei suoi molteplici aspetti e nella consapevolezza di quanto l’arte sia fisicamente presente negli ottocenteschi edifici del Policlinico Vecchio.

La forma artistica prescelta per esprimere questi temi è quella della scrittura, il cui valore terapeutico è una evidenza continuamente confermata dall’esperienza comune. Fissare su carta un accadimento doloroso aiuta a stemperarne la sofferenza, a prendere una distanza da essa; nei casi più fortunati, perfino a scorgere un elemento positivo all’interno di un vissuto oggettivamente nefasto. È cosa c’è di più “oggettivamente nefasto” di una malattia?

Purtroppo nessuna esistenza è esente da periodi in cui lo stato di salute è alterato da qualche patologia, a diversi gradi di complessità e gravità. Si può essere coinvolti direttamente o tramite una persona cara che viene accompagnata nell’iter della cura. In entrambi i casi si entra in contatto con le realtà sanitarie e si vivono esperienze umane, emotivamente coinvolgenti, in condizioni di vulnerabilità quando non di prostrazione. La narrazione di queste esperienze può essere utili a se stessi e agli altri e può far nascere quel sorriso del cuore, tanto utile alla guarigione.