Nel cuore della Sanità, in un vicoletto del quartiere, nasceva il 15 febbraio del 1898 Antonio De Curtis, in arte Totò. È proprio nell’appartamento al primo piano di Via Santa Maria Antesaecula che il Principe della risata ha iniziato a muovere i suoi primi passi e dove ha iniziato a modellare la sua arte, imitando i passanti osservati dal balcone. Sono tanti i turisti che passano in quella stradina labirintica tipica di Napoli e tanti che il 15 febbraio e il 15 aprile, rispettivamente anniversario della nascita e della morte del grande artista, visitano la casa natia di Totò.

Napoli ha però dimenticato, ancora una volta, il suo Principe e i suoi luoghi. La sua casa Natale, che per l’importanza del personaggio dovrebbe essere un monumento nazionale, è diventata inaccessibile ed è stata abbandonata nel totale degrado: facciate senza intonaco, scritte sui muri, montagne di monnezza che impietosamente si accumula su vico Sanfelice. Alcuni vecchi cartelloni con le immagini di Totò sono coperti dalle macchine parcheggiate. I suoi luoghi hanno bisogno di maggiore cura, organizzazione istituzionale e progettuale. Una denuncia era già partita l’anno scorso da un cittadino che mandò la foto dello scempio al consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

Nino Taranto, ad uno dei suoi tre funerali, quello napoletano, disse: “Napoli non ti scorderà mai” e invece a vedere come viene conservata la sua memoria nel suo quartiere, il sospetto è che sia stato dimenticato e che una sua parte stia sparendo.