La raccolta dei rifiuti, in Campania,nel 2020 è cresciuta del 7,8%. Solo nella provincia di Caserta è stata eguagliata e, poi, superata la media nazionale pro capite, che è di 6,14 kg per abitante. Nel resto della regione questo dato rimane ancora il peggiore d’Italia.

I risultati che emergono dall’ultimo Rapporto Annuale presentato, in questi giorni, dal Centro di Coordinamento RAEE descrivono un territorio in cui la raccolta di prodotti elettrici cresce ma non abbastanza. La sigla indica proprio i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettrotecniche. L’84% di questi è stata lasciata nei Centri di Raccolta, creati e gestiti dai Comuni o dalle Aziende abilitate a gestire i RAEE. Il chè evidenzia quanto ci sia ancora molto da fare per rendere davvero utili i luoghi di raggruppamento della distribuzione, cioè i punti in cui si può lasciare il prodotto non più funzionante o usurato o rotto. Si tratta di aree di raccolta che si creano vicino a un punto vendita o a un centro di assistenza tecnica. Secondo quanto previsto dal legislatore nel decreto nr. 65 del 2010, quando si acquista un elettrodomestico, il vecchio va accolto gratuitamente in uno di questi luoghi. Nel 2020, solo il 16% degli elettrodomestici buttati proveniva da uno di tali centri. In tutto, nel 2020, in Campania sono state smaltite correttamente solo 20.269 tonnellate di rifiuti RAEE, così suddivisi: 8.936 (+5,4%) tonnellate di congelatori, frigoriferi, condizionatori e altre apparecchiature simili; 3.089 tonnellate (+14,2%) di lavatrici e lavastoviglie, stufe elettriche e altri elettrodomestici di grandi dimensioni; 5.094 tonnellate (+7,5%) di apparecchi con schermi, come televisori e monitor; 3.035 tonnellate di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo. Al trend positivo si contrappone la contrazione della raccolta delle sorgenti luminose, come led e lampade, che non ha superato le 114,2 tonnellate (-6,6%). Con questi numeri, i volumi restano inferiori a quelli della raccolta dei rifiuti effettuata in altre regioni meridionali.

In Campania, la raccolta continua a essere molto diversa di provincia in provincia, nonostante la regione sia all’ottavo posto della classifica nazionale dei volumi complessivi. Gli esperti consigliano agli amministratori un intervento sia nel campo infrastrutturale che in quello della comunicazione: un’azione combinata dei due elementi è vista come un elemento essenziale per far conoscere e attuare le buone pratiche in materia di rifiuti.