Non c’è diretta facebook che non faccia scalpore o non crei repliche stizzite di qualche addetto ai lavori, tirato in ballo quando si parla della traballante sanità campana. Il mittente dell’arringa ha un nome scontato, Vincenzo De Luca. I destinatari sono gli attuali eroi nazional-popolari: gli anestesisti. “C’è qualche buontempone che quando arriva la richiesta di Terapia intensiva alle 8 di sera dice che non ci sono posti liberi, altrimenti deve fare la nottata“. Un’inequivocabile accusa mossa verso gli specialisti delle rianimazioni, forse unica arma attualmente a disposizione contro il Covid negli ospedali, e in perenne sottorganico. Fulminea è arrivata la replica dei camici bianchi, affidata ad una lettera aperta. “È assolutamente offensivo – scrive indignato Giuseppe Galano, presidente campano della Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica) – per una categoria di professionisti che sta rischiando la vita ogni giorno da molti mesi, per garantire l’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini campani“.

A ben vedere, il rapporto tra anestesisti e vertici della Regione non è dei migliori. Ultimo, il bavaglio legato attorno alle bocche dei medici per evitare fughe di notizie indesiderate sullo stato dei nosocomi campani. Ma un altro scontro ha avuto luogo a marzo scorso, nel pieno della prima ondata: come oggi, pure allora gli organici ospedalieri lamentavano grosse carenze di personale, e al capo dell’Asl Ciro Verdoliva venne in mente di richiamare anestesisti in pensione e bandire concorsi per contratti precari di sei mesi. La risposta, fu picche. Senza esitazioni. Un “comportamento vile e vergognoso“, disse proprio Verdoliva in una lettera a De Luca.

Ora, rispetto a otto mesi fa, non sembra essere cambiato granché: mancanza endemica di medici (con bandi finiti in un quasi nulla di fatto), e forte acredine tra Palazzo Santa Lucia e i diretti interessati. Sulle accuse proferite ieri in diretta facebook hanno preso posizione anche i sindacati Anaao Assomed, Cimo, Cgil Fp Medici e Dirigenti sanitari, Federazione Cisl Medici, Uil Fpl Medici, Fvm, Fassid, Fesmed e Anpo Ascoti Fials Medici in una nota congiunta. Nessuna parola che si presti a diverse interpretazioni “quei ‘farabutti’ – recita uno stralcio – reggono da anni un sistema sanitario regionale alla canna del gas a causa di ‘veri farabutti’ che hanno violentato, distrutto, utilizzato la sanità come un bancomat. Quei ‘farabutti’ in questo stato di crisi si sono caricati sulle spalle la cura di migliaia di pazienti nonostante disservizi e disorganizzazione, pagando un prezzo altissimo“.

Infine, la provocazione: “se ha prove (De Luca ndr) di farabutti vada in Procura e sporga denuncia, noi ci costituiremo parte civile“.