I sindacati denunciano il caos nel più grande ospedale del Sud Italia, con interi reparti soppressi, altri ancora riconvertiti nel nulla, altri ancora pronti ad essere accorpati in uno scenario definito da chi sta all’interno del nosocomio da “guerra mondiale”.

Con una nota la denuncia de Cobas che spiegano: ‘’È impossibile discutere in un regime totalitario dove regna solo il diktat di chi continua a pretendere il massimo da un’Azienda pronta al collasso più totale – spiegano i cobas -. Personale carente e stremato, infermieri, medici, oss sbattuti a destra e manca, il poco che ancora resiste fa i dovuti scongiuri, visto il claster che ha visto contagiati più infermieri, oss, medici, nel pieno silenzio, di un’amministrazione che non sa più dove sbattere la destra. Quanti colleghi dobbiamo ancora perdere??? Ultimo un addetto alle pulizie che lascia moglie e figli a soli cinquant’anni’’.
 

‘’Le hanno pensate tutte e ciliegina sulla torta, arrivata la quarta fase bloccano i ricoveri ordinari di chirurgia, medicina, si perché esiste solo il covid i cittadini devono rassegnarsi, morire di covid o di altro? Montare e smontare reparti per dare spazio ad altri posti letto ma con quale personale? Ma con quali attrezzature? – si chiedono -.  Ogni giorno si chiede al Cardarelli sempre di più, ogni giorno una nuova disposizione, ogni giorno un nuovo diktat posti letto, posti letto per ricoverare pazienti covid e non solo, buttando nel calderone di tutto di più per creare il più grande minestrone della storia, dove
promiscuità di patologie si isolano con i paraventi
…’’

Il Cardarelli non può più andare in questa direzione perché significherebbe condannarlo a morte e per questo il grido d’aiuto è ‘’Fate presto!’’ riferito alla Regione Campania. ‘’Basta con gli show sui social il personale si ammala, i pazienti muoiono e non c’è più tempo di aspettare, il Cardarelli ha già dato e in questo clima da bolgia infernale deve continuare la sua mission in piena sicurezza per chi ricorre alle nostre cure sia in urgenza che nell’ordinario è garantire a tutti il diritto alla salute, tutelando soprattutto gli operatori ormai ridossi all’osso, infettati loro con mogli, figli e sicuramente qualcuno risponderà anche per queste gravi mancanze’’ si legge nella nota.

Ora il rischio, visto l’aumento esponenziale dei contagi in poche settimane, è che a breve si legge nella nota dei cobas ‘’non avremo più reparti perché qualcuno sta pensando di “sopprimerli tutti” per dare spazio solo a posti letto covid? E chi si ammala di altro che deve fare??? Restare a casa ed aspettare che la cosiddetta curva “ si raffreddi” nel frattempo di rimetterci le penne!’’. Chi lavora chiede tutela e invoca un intervento urgente da parte della commissione sanità ed una ispezione del ministero della salute.