E’ delle scorse ore la notizia della positività al Covid di 10 studenti e 3 docenti nelle scuole napoletane. I casi si sono verificati nei distretti sanitari Chiaia-San Ferdinando-Posillipo, Chiaiano-Piscinola-Marianella, Ponticelli-Barra-San Giovanni a Teduccio e San Lorenzo-Vicaria-Poggioreale. Non va meglio nel casertano, a Teano, dove il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole fino al 7 febbraio per tre diversi focolai di coronavirus.

Nel capoluogo Campano, intanto, alcuni docenti hanno scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, al presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo de Luca e al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, esprimendo il disappunto per la scelta del rientro a scuola per lunedì prossimo. I promotori della missiva sono i prof del liceo Alberti di Napoli che rivolgendosi al premier scrivono: “I presidi concepiti per la tutela della salute di professori e allievi sono del tutto insufficienti. Dal metro tra due ‘rime buccali’ – una misura inefficace, non scientifica perche’ frutto di un compromesso al ribasso tutto politico – alle mascherine che gli studenti non sopportano per piu’ di mezz’ora di seguito. Chi crede il contrario, non ha mai frequentato una classe di liceo da docente”, scrivono i docenti. A loro giudizio “l’aula resta dunque in se’ un potentissimo vettore di contagio. L’aerosol al Covid vi si accumula e colpisce i ragazzi, che forse si ammalano poco ma spargono il contagio tra amici e, a casa, tra genitori e parenti anziani. E, se permettete, quell’aerosol colpisce anche noi professori e quindi, indirettamente, le nostre stesse famiglie. Mentre scriviamo lo ha appena ribadito in TV e per la volta ennesima, il professor Walter Ricciardi: vox clamantis in deserto”.

Secondo i professori a poco servirebbero anche gli ingressi scaglionati, le uscite sfalsate e i doppi turni, anche perché rimane il problema degli assembramenti fuori dalle scuole, da parte dei ragazzi. Per i docenti “altro si doveva fare, altre scelte andavano assunte. Ma nulla e’ venuto dalle istituzioni competenti. Pervicacemente e testardamente. A proposito degli assembramenti in entrata e in uscita di scuola, si e’ parlato dell’intervento di personale della Protezione Civile. Ma al momento, per cio’ che concerne gli ordini scolastici inferiori e le medie, si e’ trattato dell’ennesima promessa a vuoto”.