Anche l’ultimo dei tre prodigi della liquefazione del sangue del Santo protettore di Napoli, che si ripetono tradizionalmente ogni anno, si svolgerà ‘’a porte chiuse’’ come già avvenuto a settembre. Il covid ha stravolto ancora una volta la cerimonia legata a San Gennaro che ricade il 16 dicembre, ultimo appuntamento dell’anno. Benchè il meno conosciuto, detto anche il “miracolo laico” perché si svolge nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, all’interno del Duomo, la cerimonia viene gestita ogni anno dalla Deputazione di San Gennaro, istituzione laica nata il 13 gennaio 1527 per un voto della città e presieduta dal sindaco di Napoli.

Poter svolgere regolarmente la cerimonia è impossibile in piena pandemia, anche perché la Cappella è molto piccola per garantire il distanziamento tra i presenti. E allora quest’anno eccezionalmente sarà l’altare maggiore della Cattedrale napoletana il luogo delle celebrazioni che ricordano lo scampato pericolo della città di Napoli dall’eruzione del Vesuvio del 16 dicembre 1631, quando, secondo i fedeli, l’esposizione in processione del sangue e del busto del Santo protettore al Ponte dei Granili fermò il magma che minacciava di distruggere la città. Le celebrazioni inizieranno alle ore 9, quando l’abate della Cappella di San Gennaro, monsignor Vincenzo De Gregorio, prenderà dalla cassaforte della Cappella la teca con il sangue del Santo Patrono e la porterà sull’altare maggiore del Duomo per la celebrazione della messa. Sarà possibile seguire la liturgia in streaming sulla pagina Facebook della Cappella di San Gennaro con il racconto di Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro. La teca potrà essere venerata fino alle ore 12, quando sarà riportata nella Cappella per essere ripresa nuovamente alle 16.30 e dove resterà esposta alla venerazione dei fedeli. Vietati, come già avvenuto a maggio e settembre sempre per le misure anti Covid, i baci all’ampolla contenente il sangue. Alle 18,30 inizierà la celebrazione della messa, alla quale sarà presente anche il cardinale Crescenzio Sepe, impegnato domani alla Conferenza episcopale campana. Il cardinale Sepe è amministratore apostolico fino all’arrivo del nuovo arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia.