Si chiama “Tampona chi non può” l’iniziativa solidale nata a Marano, nell’hinterland napoletano, dall’idea della consigliera comunale Stefania Fanelli, Salvatore Giarmanà e Alessandra Salomone, che con il supporto delle parrocchie e della caritas locale, si sono posti l’obiettivo di “donare alle persone in difficoltà economica il tampone nel caso vi fosse l’effettivo bisogno di comprovare la positività o meno al Covid-19“.

Le Asl, oberate di lavoro e per questo al collasso da mesi, non riescono ad esaurire per tempo tutte le richieste di tamponi pervenute da cittadini che dopo la positività, sono in attesa del test che ne dimostri la guarigione. Un meccanismo infido, che costringe centinaia di persone a restare chiuse in casa, nella speranza di una chiamata che può arrivare anche dopo settimane dalla scadenza dei 14 giorni previsti dal protocollo del Ministero della Sanità. Ed è così che la stortura sanitario-burocratica mette a rischio pure le tasche di chi, non potendosi affidare al servizio pubblico, è indotto a rivolgersi ai laboratori privati, al costo di almeno 70 euro a tampone. La rete solidale maranese, che ha dato il via all’iniziativa il 28 novembre, registra già che “alcune attività commerciali hanno già risposto con un impegno alla donazione economica per l’acquisto di alcuni tamponi e doneranno un importo fisso su alcune delle loro vendite, altre importanti realtà si stanno unendo alla causa, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti“, come si legge sulla pagina facebook dedicata. Solo nel primo giorno di attività ben 9 persone si sono sottoposte al test oro-faringeo, previa prescrizione del medico di base, e a costo zero.

Il diritto alla cura deve essere garantito a tutti – ribadisce a gran voce la consigliera Fanelliho pensato di mutuare l’idea del tampone sospeso come in altri territori. In poche ore si è creta una rete spontanea. Vogliamo far sentire meno sole quelle famiglie che stanno vivendo la paura per la drammatica emergenza sanitaria, ma anche economica e sociale“. Un mutualismo che affonda le radici nella battaglia politica condotta sul territorio dalla lista Terra, della quale la Fanelli fa parte, tradotta in più sit-in di protesta organizzati presso le Asl, dove si pretende, e si pretendeva, il libero accesso al servizio pubblico per non lasciare indietro nessuno.

Intanto, oltre all’appoggio ricevuto da attori e personaggi pubblici come Massimiliano Gallo e il comico Vincenzo De Lucia, arrivano anche le prime testimonianze di famiglie che hanno potuto usufruire del tampone sospeso. È la storia di Ydalia, donna originaria della Repubblica Dominicana che vive con i suoi 3 figli e la sua mamma a Marano dal 2018. “Ydalia è una lavoratrice precaria – spiegano orgogliosi i promotori della campagna – ed ha letto il nostro post e finalmente ha visto la luce alla fine del tunnel, forse può tornare presto a occuparsi della sua famiglia. Ci ha contattato, in gran segreto abbiamo gestito la sua richiesta e con l’aiuto della sua dottoressa di famiglia, abbiamo quindi effettuato i tamponi alla sua famiglia. Ora è entusiasta, sì è fatta portavoce della nostra iniziativa, perché nessuno deve avere timore di chiedere aiuto“.

Al numero 𝟑𝟓𝟎𝟏𝟕𝟑𝟒𝟗𝟒𝟕 è possibile prenotare il proprio test, oppure rivolgendosi alla pagina facebook.