Prosegue a ritmo serrato la campagna vaccinale anti-Covid in Campania: se nei giorni scorsi la Regione ha reso noto che a inizio settimana prossima arriverà una nuova fornitura da circa 36.000 dosi di Pfizer (utili a rendere immune il comparto sanitario e all’avvio dei richiami), è di poco fa l’annuncio dell’Unità di Crisi per la “prima consegna di vaccini Moderna, attesa tra il 25 e il 27 gennaio. Sarà una spedizione da 6000 dosi per cominciare“.

La buona notizia, ha una duplice valenza. Al conseguente incremento di vaccinati, si affianca una caratteristica del prodotto di Moderna che potrebbe coinvolgere pure i medici di base nella somministrazione: la temperatura di conservazione è decisamente più alta rispetto al Pfizer, e quindi potrebbe essere distribuito in maniera massiva.

Nel fattempo, la Campania, grazie all’ultimo carico di vaccini ricevuti (34mila fiale atterrate il 12 gennaio a Capodichino), si sta adoperando nell’accantonamento del 30% delle dosi per il cosiddetto richiamo, che di regola dovrebbe avvenire dopo 20, 30 giorni. Così come l’Unità di Crisi sarebbe pronta a generare le gerarchie degli aventi diritto non appena Roma darà il via libera. A quanto pare, sarebbero al vaglio le liste che riguardano cittadini sopra gli 80 anni e cittadini sopra i 60 anni con patologie croniche; ma anche di insegnanti e personale scolastico; forze dell’ordine e personale dei trasporti pubblici. Dunque, stando al report pubblicato solo qualche giorno fa dal Ministero della Salute, in Campania risulta esser stato somministrato il 101,7% delle dosi ricevute. Una percentuale strana, ma facilmente motivabile: sfruttando il protocollo messo a punto dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, in regione hanno sfruttato la sesta dose extra. Questi i numeri: 68.138 dosi somministrate sul 67.020 consegnate.

Intanto, al Policlinico Federico II è in fase di studio una nuova cura attraverso gli anticorpi di soggetti asintomatici: l’obiettivo della ricerca, finanziata da Palazzo Santa lucia, è quello di produrre un anticorpo policlonale.