Per evitare la diffusione di notizie distorte e spesso non rispondenti alla realtà, l’Unità di Crisi a partire da domani, è a disposizione con un proprio referente per fornire tutte le informazioni richieste“. Una voce che trapelava ormai da giorni, trova la sua conferma definitiva nella nota diffusa poco fa dalla Regione Campania: d’ora in poi i dati sull’emergenza Covid-19 non potranno essere più forniti dai singoli ospedali o dalle singole strutture sanitarie sul territorio.

Una decisione che ha provocato più d’una polemica. Una misura “bavaglio” per i medici, la definisce qualcuno. E infatti, nel medesimo comunicato, viene specificato che “non vi è alcuna emergenza relativa ai posti letto disponibili, sia di terapia intensiva sia di degenza ordinaria. Se una sola struttura sanitaria esaurisce la disponibilità di degenze (e in tempo utile ha già organizzato l’ampliamento già previsto dei posti) il dato non può essere riferito a una emergenza generale, che non esiste“. Quasi a voler togliere vigore e fondatezza alle critiche che diversi cittadini campani hanno mosso a mezzo stampa nei confronti dell’organizzazione sanitaria regionale, nel periodo in cui il virus è tornato a circolare con forza, trasformando la Campania nella prima regione per numero di contagi. E forse, un’accusa velata ai medici, fonte di informazioni dirette e di eventuali falle nella sanità.

Intanto, oggi,  il Liceo Classico Umberto I di Napoli e il plesso del Comprenisvo Pergolesi di Arco Felice a Pozzuoli sono rimasti chiusi per lo svolgimento di operazioni di sanificazione straordinaria. In entrambi gli istituti è stato registrato un caso di positività che ha fatto subito scattare il protocollo per il contenimento del contagio. Le lezioni si svolgeranno in dad fino a martedì, poi il ritorno tra i banchi il 7 ottobre, nel caso dell’Umberto I. Al Pergolesi invece, l’Asl ha disposto il tampone per gli allievi di tutta la classe frequentata dal ragazzo e per i docenti che sono entrati in contatto. Le lezioni riprenderanno mercoledì.