In reparto ho pazienti con un’età media di 44 anni, ma ho anche avuto pazienti di 15-16 anni con situazioni importanti, come anche diversi ragazzi sotto i 30. Chiaramente i ricoverati in terapia sub intensiva hanno un’età più alta, ma parliamo comunque di cinquantenni, non più solo di anziani“. A lanciare l’allarme è Rodolfo Punzi, direttore del Dipartimento di Malattie infettive urgenze infettivologiche all’ospedale Cotugno di Napoli, che nell’intervista rilasciata ad un noto quotidiano, mette in guardia i più giovani sul Covid-19. Tuttavia, a dispetto della percezione delle ultime settimane, Punzi ci tiene a sottolineare che “si sono ridotti i numeri di ricoveri e non vediamo più quella percentuale di casi drammatici che abbiamo visto nel lockdown“. In tutti casi, la parola d’ordine resta la cautela: “questo non ci consente di abbassare la guardia e dire che tutto va bene“.

Lanciando uno sguardo al futuro immediato, l’intero paese è alle prese con la riapertura delle scuole, principale fonte di preoccupazione per l’infettivologo: “La ripresa delle attività lavorative mi impensierisce relativamente, perché le misure di prevenzione sono ormai abbastanza chiare per tutti, l’incognita vera è la scuola. Andrei un po’ cauto sulla riapertura. I ragazzi non possono perdere un altro anno scolastico, questo va detto, ma forse bisogna aspettare ancora un po’, qualche altra settimana perché sia tutto pronto. Una cautela in più per non dover richiudere, gli studenti hanno perso già troppe lezioni. Questo mi sento di consigliare alle istituzioni“.