I provvedimenti nazionali nella lotta al Coronavirus s’inaspriscono, così anche quelli regionali e comunali. A seguito del terzo decreto varato in poche settimane dal Consiglio dei Ministri, i territori si adeguano, declinando le misure a seconda delle criticità che caratterizzano la propria cittadinanza. Vincenzo De Luca – Governatore della Campania – è stato tra quelli che a gran voce ha chiesto intervento dell’Esercito, poi ottenuto, e più controlli da parte delle forze dell’ordine. Ma non è tutto; molti sindaci campani stanno diramando in queste ore delle ordinanze che limitano gli orari di molte attività e riducono allo stretto indispensabile i servizi pubblici. Obbligo di tutte le regioni e i comuni, ovviamente, è di garantire l’approvvigionamento dei beni di prima necessità – tenendo sempre aperti ipermercati, supermercati e salumerie.

Ad Angri, in provincia di Salerno, sarà possibile fare la spesa seguendo l’ordine alfabetico e solo una volta a settimana, a meno che non si ricorra alla consegna a domicilio – sempre a disposizione dei cittadini. Lo ha deciso con un’ordinanza il Sindaco Cosimo Ferraioli, che corre così ai ripari dopo che l’Unità di Crisi campana ha individuato nel comune del salernitano un vero e proprio focolaio di Coronavirus. Il provvedimento, valevole per il momento fino al 5 aprile, impone ad ogni famiglia di utilizzare l’iniziale di un solo cognome. Il criterio sopra citato, tuttavia, non varrà per farmacie e parafarmacie – attività rappresentanti urgenze indifferibili.

Spostandosi a Torre Annunziata, nel napoletano, il Sindaco Vincenzo Ascione ha ordinato a salumerie e supermercati di attrezzarsi per consegne a domicilio e ordinazioni per via telefonica o telematica. Lo scopo è quello di evitare assembramenti non solo all’esterno delle attività commerciali, ma soprattutto all’interno – dove è più complicato gestire le distanze di sicurezza. A tutto ciò soggiace la regola per eccellenza: essere sempre muniti di tutti i dpi necessari a proteggersi e proteggere. Infine, è stato imposto ai panifici di produrre solo ed esclusivamente pane.

Nella provincia di Caserta invece, Enzo Guida – Sindaco di Cesa – ha firmato una ordinanza con la quale è disposta la chiusura degli esercizi commerciali, compresi i tabacchi, la domenica ed i festivi. Negli altri giorni, dal lunedì al sabato, la chiusura è anticipata alle ore 18. Tali provvedimenti riguardano anche attività del comparto alimentare – in più il primo cittadino ha invitato caldamente a non uscire frequentemente. La cadenza per le uscite relative a beni di prima necessità è di almeno ogni tre giorni, salvo necessità impellenti.

A quanto pare, esaminando alcune delle misure adottate sul territorio campano, emergono interpretazioni differenti delle ulteriori restrizioni volute dal governo centrale – benché il denominatore comune sia uno, e categorico: restare a casa.