Dopo le proteste dei giorni scorsi del settore cultura e spettacolo per la chiusura di cinema e teatri, la Regione Campania ha annunciato poche ore fa di aver stanziato “15 milioni di euro per gli operatori dello spettacolo. Incrementato da 10 a 15 milioni il finanziamento destinato a contributi per gli Enti dello spettacolo. Nella fattispecie – si legge nel comunicato – “parte un nuovo bando per un contributo di 1000 euro ad attori, tecnici operatori del mondo dello spettacolo, dal cinema al teatro alle attività culturali, particolarmente colpito dalla crisi in questi mesi. Altri fondi per due milioni saranno destinati a questo settore“.

Una mossa tampone, che nelle idee di Palazzo Santa Lucia, dovrebbe fungere da deterrente per l’incremento del dissenso che si sta verificando negli ultimi giorni per le drastiche misure varate da Roma e Regione Campania stessa: il blocco delle arterie principali del mondo culturale. Poi l’evidente passo indietro annunciato ieri sera in diretta televisiva su Rai 3 proprio da Vincenzo De Luca, che costretto a fare retromarcia su un possibile nuovo lockdown, si è schierato apertamente con maestranze di cinema e teatro, dicendosi contrario allo stop per le suddette attività.

Va ricordato che nelle ultime ore, in tutto il paese, si sono susseguiti appelli, tweet e petizioni di attori, registi, cantanti, produttori, maestranze. La richiesta è diretta al governo, e chiara: lasciare aperti i principali canali culturali. Tuttavia, le dichiarazioni del Ministro di Cultura e Turismo Franceschini non lasciano molti barlumi di speranza: “forse chi critica non ha capito la gravità della situazione che stiamo vivendo. Non è stata una decisione gerarchica. Dovevamo ridurre la mobilità“.