Tratto dal film e dal romanzo di Luciano De Crescenzo,
l’adattamento teatrale per la regia di Geppy Gleijeses ha aperto al Diana martedì 18 dicembre e sarà in scena fino a domenica 6 gennaio.  Ancora una  volta sentiamo le note parole del professor Bellavista sulle due diverse tipologie di individui e differenza tra “uomini di libertà” e “uomini d’amore”, su cui è incentrata la storia e sulla quale fa perno praticamente tutta la vita intellettuale dell’autore. Come spiega il Professor Bellavista, l’essere umano si divide in due tipologie: gli uomini di libertà e gli uomini d’amore, «a seconda se preferiscono vivere abbracciati l’uno con l’altro oppure preferiscono vivere da soli per non essere scocciati.» E sempre secondo questa teoria, esistono anche popoli d’amore e popoli di libertà, all’interno dei quali rientrano le varie tipologie regionali italiane. Questa è l’essenza e lo spirito della storia scritta da De Crescenzo e carpiti da Geppy Gleijeses nella sua versione teatrale in occasione del 90° compleanno di Luciano De Crescenzo. L’adattamento teatrale, di  Alessandro Siani e Geppy Gleijeses  è stato si, un omaggio doveroso, allo scrittore, regista e attore napoletano, ma ha voluto anche essere un vivido affresco sull’essenza degli esseri umani, riuscendo a catturare lo spirito ed il messaggio di De Crescenzo, non tanto sulla “napoletanità”, ma sull’essere umano, sul fatto che “uomini d’amore e uomini di libertà” possono nascere a qualsiasi latitudine, e non è una questione geografica. In un momento storico che sottolinea le differenze, le parole di Bellavista, su quanto si ha in comune, sembrano particolarmente attuali.

Tuttavia gli adattamenti teatrali di lavori cinematografici presentano sempre molte difficoltà, soprattutto quelli di film che sono diventati dei classici degli ultimi 30 anni, poiché, la rappresentazione teatrale è necessariamente estrapolata da quello che era il contesto sociale e culturale in cui è stato fatto il film. Così, in qualche modo, le battute e gli sketch, possono talvolta sembrare alquanto anacronistici. Questo richiede uno sforzo extra da parte del pubblico a riportarsi indietro nel tempo ed a ricordare come erano realmente le cose a Napoli nei primi anni 80. 

Lo spettacolo ha riproposto le scene più esilaranti del film come “il cavalluccio rosso”, ”la lavastoviglie”, “il Banco Lotto”, “la 500 tappezzata di giornali” e, naturalmente, il mitico contrasto tra Bellavista e il direttore dell’Alfasud Cazzaniga, insieme alle lezioni di filosofia tenute dal professore ai suoi fedeli seguaci.

Con uno dei più grandi attori napoletani Geppy Gleijeses nel ruolo di Bellavista, e tanti altri tra cui Marisa Laurito nel ruolo della signora Bellavista; frizzante l’interpretazione di Benedetto Casillo, in particolare, nella parte del portiere Salvatore, che fu suo nel film, e che da vita ad una performance fluida e divertente, al pari di quella di Nunzia Schiano nei panni della sua indisponente signora. Notevole anche la scenografia che ha riprodotto la facciata del grande palazzo di via Foria dove fu girato il film, con vere e proprie scalinate e l’ascensore, che scende dall’alto per la famosa scena tra Bellavista e Cazzaniga. 

Con Nunzia Schiano e con Gianluca Ferrato, Salvatore Misticone, Elisabetta Mirra 

scene Roberto Crea – luci Gigi Ascione
musiche Claudio Mattone

regia GEPPY GLEIJESES

TEATRO DIANA

Via Luca Giordano, 64 – tel. 081 5567527 – 081 5784978

http://www.teatrodiana.it/

da martedì 18 Dic 2018 a domenica 6 gennaio 2019

Geppy GleijesesMarisa Laurito Benedetto Casillo