La settimana appena trascorsa sui mercati è stata molto movimentata. Era dal 2008 che non si vedevano movimenti così ampi sulle quotazioni. Perché i mercati stanno scendendo? Che c’entra un’influenza, per quanto virale, con l’economia?

Partiamo innanzitutto dal presupposto che dai minimi di marzo 2009 fino a meno di un mese fa i mercati, a parte qualche piccolo intoppo prontamente recuperato nel 2011, 2013 e 2018, sono saliti ad oltranza. L’economia si è ripresa a pieno ritmo negli USA e segnali di miglioramento stabile e duraturo si vedevano in Europa. I Paesi Emergenti, come sempre, correvano a perdifiato.

E’ normale quindi, che appena si è presentata un incognita sullo sviluppo,  conseguente al Coronavirus, sull’economia reale, chi stava guadagnando tanto abbia portato a casa i risultati.

Vi ricordo che questi movimenti di ampio respiro non siamo noi miseri risparmiatori a farli.

Infatti all’inizio del contagio i mercati sembravano tranquilli. Oggi sono i computer ad immettere ordini di vendita importanti, e i computer non hanno paura di un’influenza.

Poi è successo che a causa del panico che si è scatenato, in seguito alle misure di contenimento del contagio, i dati economici sono cambiati e i computer, che si basano solo su quelli, hanno cominciato a immettere ordini di vendita per riallinearsi a quello che devono fare.

In pratica fermando le aziende cinesi, si è fermata la filiera di produzione che interessa anche gran parte delle aziende mondiali. Ma le fabbriche cinesi hanno già ricominciato a produrre e infatti il mercato azionario cinese sta tentando il recupero a giorni alterni, grazie anche agli stimoli delle politiche monetarie.

In America la produzione non si è fermata, ma i mercati erano saliti in maniera considerevole rispetto al resto del mondo. Lo storno di questi giorni sconta già che la FED abbasserà i tassi per aiutare l’economia che potrebbe avere un rallentamento.

In Europa purtroppo siamo più fragili. La nostra economia non si era ripresa nettamente e abbiamo poco margine per i tassi che sono già bassi e quindi stiamo assistendo a speculazione soprattutto sui titoli di stato italiani.

L’Italia a causa dell’ondata di panico scatenata da una particolare forma di comunicazione, rivelatasi disastrosa, si è praticamente ammazzata da sola. C’è stato un crollo del turismo e dell’economia locale. I ristoranti sono vuoti e la gente si è fatta sciacallare su amuchina e mascherine. Ma tutto questo con la finanza e la reale situazione economica delle aziende non c’entra niente, è solo isteria di massa che ha portato ad una paralisi dell’economia quotidiana. Ci siamo impiccati da soli.

Di buono c’è che tra un po’ sarà qualcos’altro a distrarci e l’emergenza panico rientrerà e si tornerà alla normale vita a cui siamo abituati. Inoltre lo stop di alcune fabbriche al Nord, e la poca circolazione delle auto hanno migliorato la qualità dell’aria. Lo stesso è avvenuto in Cina, che non ha mai preso misure contro l’inquinamento atmosferico e ambientale. La natura è una forza e anche da una pandemia si traggono benefici.

Economicamente e finanziariamente la svolta positiva di questo avvenimento è stato il rendersi conto che la globalizzazione ci ha reso troppo dipendenti dalla Cina e questo pone le basi per il cambiamento degli equilibri economici. Speriamo solo che se ne faccia tesoro.

Quindi mettiamo un punto fondamentale a supporto del NO PANIC, non si è “bruciato” niente, come amano strillare i titoli dei giornali di settore. I soldi si stanno solo spostando. Ora sono usciti dal mercato e poi dovranno rientrare in base a come si riallineeranno i parametri economici.

Veniamo quindi ai nostri risparmi. Ecco le regole per difenderli:

– Mantenere la calma.

– Tenere ben presente l’obiettivo

– Sfruttare le correzioni per mediare dove necessario.

Se il portafoglio è ben diversificato il vostro capitale è al sicuro. Basta aspettare.

Warren Buffet dice che “il mercato azionario è il mezzo per trasferire soldi dagli impazienti ai pazienti“.

 

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com