Posti di blocco dei Carabinieri utili a capire il fine degli spostamenti da un comune all’altro, la maggior parte delle saracinesche chiuse con tanto di avviso affisso per denunciare l’impossibilità di riaprire fino a data da destinarsi. Le poche facce dei passanti –in strada per fare la spesa e comprare medicinali – sono assorte e poco sorridenti, a testimonianza della situazione surreale causata dalla diffusione del coronavirus. Si potrebbe riassumere così la nuova quotidianità di Marano – comune dell’area nord di Napoli che conta 60mila abitanti – specchio di un’emergenza cittadina, regionale e nazionale. I residenti – abituati a strade molto trafficate, a frequentare i bar, i negozi di parrucchieri e barbieri – sono unanimi nel giudizio sull’inasprimento delle misure adottate dal governo. “Necessarie e indispensabili” ci dicono Stefania – titolare di una rivendita di cialde – Filippo – un edicolante – e due passanti intente a comprare beni di prima necessità.

A confermare il buon approccio della cittadinanza al rispetto di divieti e precauzioni Brigida Costa, Comandante dei Vigili Urbani di Marano. “La popolazione sta reagendo abbastanza bene” afferma “questa sera usciremo con un nostro mezzo furgonato dotato di megafono per rammentare la situazione che viviamo”. Dello stesso parere Francesco Delicato, referente della Protezione Civile a MaranoLa nostra attività è soprattutto informativa e i cittadini stanno evitando assembramenti”.