Più di un terzo degli ospiti morti nelle Rsa dai primi giorni di febbraio è deceduto per l’infezione da Coronavirus, o con manifestazioni simili all’influenza. A dirlo è l’Istituto Superiore di Sanità, nel suo rapporto sulle Residenze sanitarie assistite. Nelle residenze sanitarie assistenziali dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus continua a registrarsi un elevato e sospetto numero di decessi.

 
«La pandemia in atto e i provvedimenti adottati per contenere i contagi stanno mettendo a dura prova tutto il Paese. Il passare dei giorni senza la prospettiva di poter tornare a una normalità in tempi brevi, sta fiaccando il morale e sta prepotentemente alimentando preoccupazioni sulla tenuta del tessuto sociale». Denuncia il segretario generale della UIL pensionati della Campania Biagio Ciccone, in una lettera aperta indirizzata al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e a tutti i Prefetti e i Sindaci della regione.

«In questo scenario di per sé tragico – spiega Cicconesi scoprono poi anche situazioni vergognose come quelle di diverse case di riposo per anziani, che, nonostante fosse noto il tasso di letalità del virus per tale fascia di popolazione, hanno omesso ogni attività per evitare che divenissero veri e propri centri di contagio. E adesso contiamo centinaia e centinaia di anziani morti silenziosamente nelle case di riposo, a volte senza assistenza spirituale e umana. La nostra società non è riuscita a salvare le proprie radici».

Da qui Ciccone un appello a tutti i Sindaci, affinché «adottino subito provvedimenti idonei a sostenere i soggetti che, per il blocco delle attività, non hanno più redditi e i pensionati» e vigilino «sull’osservanza delle regole e di intervenire con rigore per sanzionare gestioni irregolari». E poi ai Prefetti, affinché con rinnovato zelo sovrintendano «all’attuazione delle direttive emanate, assicurando unità di indirizzo alle forze dell’ordine».

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