Continua a destare preoccupazione la curva dei contagi per Coronavirus in Campania, dove nel periodo che va da giugno fino allo scorso 24 settembre si è osservato un incremento dei positivi del 140,7%. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dei dati relativi all’emergenza sanitaria in Italia, effettuato dall’Osservatorio nazionale sulla salute delle Regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica di Roma, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio. Da due giorni poi la Campania è la regione con il più alto numero di nuovi positivi.

Venticinque infermieri sono risultati positivi in Italia nell’arco di tempo che intercorre dallo scorso 8 settembre a oggi. Con la Campania che vive una situazione a dir poco allarmante che e rischia addirittura di peggiorare’’ Così in una nota il Nursing Up. ‘’È il vero e proprio bollettino di guerra che si registra nelle strutture della pubblica sanità nel nostro Paese. Sono i dati ufficiali che arrivano dalle Asl locali e dagli organi di informazione a mettere a nudo una situazione che evidenzia come per i nostri infermieri l’emergenza, in realtà, non è mai finita”.

La nostra regione, con 10 infermieri contagiati di cui 5 al Cardarelli di Napoli e altrettanti all’ospedale di Castellammare di Stabia, risulta quella con il più alto numero di operatorie che hanno contratto il virus. ‘’Di fronte a questi numeri è giusto chiedersi che futuro ci aspetta. Noi infermieri– continua De Palma presidente nazionale del Nursing Up – siamo consapevoli dei rischi che corriamo dal primo giorno dell’esplosione di questa terribile emergenza. Oggi conosciamo meglio questo agente virale, ci siamo aggiornati durante questa estate di calma apparente e abbiamo addirittura studiato per conto nostro per comprendere meglio quali sarebbero stati i nuovi rischi da affrontare. Eravamo e siamo consapevoli che l’emergenza sarebbe tornata e siamo pronti a lottare per difendere la salute dei cittadini, mettendo anche a rischio la nostra vita”.