Volatilità.
Che significa? Grosse variazioni di prezzo per tutti gli asset del mercato, dalle azioni (storicamente più volatili) alle obbligazioni.
La volatilità è una componente fondamentale del mercato, e’ quella che ci tiene lontani da un certo tipo di investimento, ma anche quella che sfruttiamo per fare affari.
I mercati sono cinici, si muovono sulle opportunità. L’epidemia sta minando l’economia reale e chi investe, porta a casa i guadagni dello scorso periodo per poi rientrare sul mercato a sconto.
L’unica cosa certa è che i mercati torneranno a salire, quello che non ci è dato sapere è il momento in cui accadrà.
In Cina l’ufficializzazione dell’inizio dell’epidemia risale al 20 gennaio giorno in cui il mercato azionario cinese di Shangai quotava 3033,91 punti. Le misure restrittive e la chiusura delle fabbriche hanno portato ad una discesa verticale del mercato fino al 3 febbraio. L’indice recupera quasi tutto entro il 17 febbraio. Poi si torna a scendere. Il giorno 20 febbraio la Banca Centrale Cinese abbassa i tassi di interesse per sostenere l’economia e ad oggi il mercato quota nuovamente 3.034,51 punti.
Siamo tornati al livello pre-emergenza in un mese e mezzo circa. Si reagisce.
In USA il mercato S&P500 che include le 500 aziende a più grande capitalizzazione d’America il giorno 19 febbraio quota 3.386,15 punti, segnando il massimo dal marzo 2009 (ultima crisi affrontata) del 431% circa.
Poi comincia a scendere e non si è ancora fermato. Ad oggi siamo a quota 2950 circa passando per un rimbalzo a 3100 punti il giorno 4 marzo, dopo il taglio dei tassi della Fed.
Magari anche su questo mercato tra pochi giorni vedremo qualche miglioramento, anche se la situazione è diversa da quella cinese. In generale il taglio dei tassi prevede una economia in difficoltà, inoltre in Cina il contenimento sta funzionando, in Usa hanno appena iniziato a gestire l’epidemia.
Quindi altra volatilità.
In Europa il 19 febbraio l’Eurostoxx 50 quotava 3865,18 punti, oggi siamo a 3230 circa, con un piccolo rimbalzo il 4 marzo in occasione del taglio dei tassi della Fed.
Il contagio dall’Italia si è propagato in Francia e Germania, anche se in maniera meno violenta.
E’ ormai una questione Europea. Dal 19 febbraio l’indice Italiano e quello Francese hanno perso circa il 18%, la Germania circa il 16%.
La BCE ha poco spazio di manovra con i tassi perchè sono già bassi. Il fermo delle attività produttive però aiuta in un certo senso.

Cercherò di spiegarlo nella maniera più semplice possibile.
Abbassare i tassi di interesse si chiama manovra espansiva, perché rende poco conveniente tenere i soldi fermi e ci induce ad investire o a spenderli. Non potendo abbassare i tassi già a zero come si fa a risolvere la questione? Il blocco produttivo fa si che ci sia meno offerta e con una domanda sostenuta i prezzi salgono e fanno aumentare l’inflazione. Questo ci induce a investire o spendere per non perdere potere di acquisto. Quindi anche senza muovere i tassi al ribasso l’obiettivo a livello macroeconomico è raggiunto.
Ma allora perché si parla tanto di shock economico? Perché quella che è venuta a mancare, insieme all’offerta, è la domanda. Il panico scatenato in questi giorni, soprattutto in Italia, ha paralizzato i consumi. Le misure anticontagio hanno bloccato eventi, manifestazioni e assembramenti, come è giusto che sia per seguire il protocollo. Il fatto è che le persone si sono talmente spaventate e non sanno come evolverà la situazione al punto di non consumare affatto (a parte gli assalti alle farmacie e per un paio di giorni al supermercato). E’ tutto fermo: turismo, ristorazione, automobili e così via e non solo nelle zone rosse.
La mancanza di domanda ha portato le nostre piccole e medie imprese, che vivono di flussi di cassa, ad una crisi di liquidità. Non incassano e non possono pagare. Né i dipendenti, né le banche, né le tasse.
Il Governo sta per varare misure straordinarie per assumere personale sanitario e di sicurezza e per cercare di aiutare le imprese attraverso l’agevolazione di cassa integrazione in deroga e il Fondo di integrazione salariale.
Fino ad un paio di giorni fa, sembrava che fossimo soli in questa impresa. Poi, il contagio si è allargato e probabilmente, la BCE penserà ad un aumento della liquidità delle banche, vincolato alla concessione di prestiti alle aziende in difficoltà, per farle sopravvivere fino alla normalizzazione. L’unico vero aiuto che può dare all’economia Europea in questo momento.
Quindi anche per questa settimana vi ricordo che calma e sangue freddo sono un’arma vincente, laddove è possibile bisogna mediare i propri investimenti e soprattutto continuare a vivere.

Mi permetto una divagazione meno tecnica e più umana.
Gli esperti di sanità parlano di un ritorno alla normalità verso maggio, quando con il caldo e l’inizio dell’immunizzazione di gregge  si comincerà a bloccare i contagi in maniera definitiva. Fino ad allora i nostri imprenditori devono restare in condizioni di poter sopravvivere.
Con le dovute cautele, e seguendo le indicazioni per una corretta prevenzione, dovremmo impegnarci a tornare a vivere e a far girare l’economia locale per aiutarci fino a quando non arriveranno i fondi. Se pensate alle vacanze, prenotate in Italia. Una pizza con gli amici, in un locale che rispetti le norme può essere un’idea per scacciare la paura e lo stress di questi giorni. Uscite a fare la spesa nei negozi sotto casa, i centri commerciali sarebbe meglio evitarli per un pò. Prendersi cura degli anziani e persone a rischio del vostro indotto, contribuirà a sentire meno questo isolamento a cui ci hanno forzato fisicamente e psicologicamente.
Prendo in prestito la frase che sta girando sui bigliettini nelle zone rosse “Andrà tutto bene”.

Marianna Genovese Consulente finanziario certificato €fpa

mariannagenov@gmail.com