Oggi facciamo un po’ il punto sui mercati, visto che nelle settimane precedenti ho preferito dare più spazio alle iniziative pratiche che lo Stato ha messo in campo a livello di sostegno economico.

Questo è il grafico di quello che è successo, a causa della pandemia, sui mercati finanziari dall’inizio dell’anno fino al 26 marzo. Discorreremo sui maggiori mercati mondiali e ovviamente sull’Italia.grafico a barre mercati

Come si nota dal questo grafico la discesa dei mercati azionari ha impattato tutte le zone geografiche senza distinzione.

La violenza dei drawdown  (distanza tra i massimi e i minimi di mercato) è molto più marcata delle precedenti crisi di mercato simili, in quanto il fattore scatenante del fermo dell’economia non è finanziario, ma estraneo ai mercati, quindi poco prevedibile. Sia nello sviluppo dell’epidemia, sia nella durata delle misure di contenimento che hanno congelato larga parte delle attività produttive. Ci torniamo su più avanti quando faremo il paragone con le precedenti crisi di mercato.

Il mondo produttivo, quello delle aziende in cui il mercato investe, si è quasi fermato, anche se in periodi diversi a seconda delle zone geografiche. La prima a fermarsi è stata la Cina, un mese dopo a seguire l’Italia, i paesi europei, gli USA, e poi la Russia.

Ci sono mercati che al momento prezzano una recessione che durerà 12 anni, molte aziende quotate hanno valutazioni pari al valore di cassa (quanto hanno realmente in beni materiali e danaro) scontato delle posizioni debitorie, come se l’azienda non esistesse più e non dovesse lavorare mai più.

In linea generale la recessione si verifica quando un paese, non è più in grado di sfruttare completamente la sua capacità produttiva, quindi per esempio perché la domanda complessiva di beni e servizi diminuisce.

Quindi se l’andamento del prodotto interno lordo (cioè il valore di tutti i beni e i servizi finanziari prodotti da un paese) in due trimestri consecutivi è negativo, allora il paese si trova in recessione.

Ovviamente noi siamo già in recessione, considerata la mancanza di domanda da parte dei consumatori ormai chiusi in casa da 19 giorni in tutta Italia e da più di un mese nel nord Italia. Anche se i dati sul PIL saranno pubblicati a metà aprile, si fanno previsioni sulla base della chiusura totale di alcune attività

Aleggia anche lo spettro della depressione (una recessione che si protrae per 3 o 4 anni), ma le istituzioni come vedremo stanno mettendo in campo azioni imponenti volte a scongiurarla.

A seguito di queste considerazioni il mercato fa fatica a prezzare le aziende in cui investe perché non sa quando finirà questo blocco della domanda e dell’offerta.

Nemmeno il mercato obbligazionario si è salvato da questa ondata di vendite ( a parte i titoli di stato americani che sono un bene rifugio per eccellenza).obbligazionarioGli investitori hanno dovuto vendere alcuni pezzi di portafoglio, per coprire le garanzie su altri investimenti ed ecco perché anche l’oro ha avuto un calo.

Molti titoli obbligazionari di società soffrono per lo stesso motivo per cui soffre il mercato azionario.

In più i titoli obbligazionari ad alto rendimento che generalmente sono del settore petrolifero stanno risentendo del crollo del prezzo del petrolio a causa della guerra commerciale tra Russia e Paesi Arabi aggravata dal forte calo di domanda a livello globale.

Analizziamo ora la differenza tra questa crisi e le precedenti per farci un’idea sommaria di come potrebbe evolvere.Qui vediamo il grafico storico delle 500 aziende americane più grandi, vediamo come si è comportato innanzitutto durante le scorse epidemie. Come potete vedere, l’unica che coincide con una recessione prolungata, è la SARS perché avvenuta in concomitanza con la crisi finanziaria del 2008.

Analizziamo ora invece, le crisi finanziarie precedenti.

Osserviamo la discesa del -44,50% della crisi del 29, che ha portato una recessione di 10 anni,una crisi che arrivava in un mondo completamente diverso da quello di oggi e che viaggiava ad una velocità molto ridotta rispetto a quella odierna.

Le crisi finanziarie moderne sono lo scoppio della bolla Dot Com e l’attacco alle torri gemelle che hanno portato ad una discesa del 49,01%, con una recessione durata 8 mesi, lo scoppio della bolla dei mutui del 2008 con il fallimento di Lehman Brothers che vedono i mercati scendere del 56,8% e una recessione durata 1 anno e 6 mesi.

L’ampiezza della discesa della attuale crisi è pari a quella delle due precedenti, messe insieme, ma considerando la velocità di recupero a V che osserviamo qui, c’è da chiedersi quanto guadagnerà questa volta il mercato?

Quindi al di là delle considerazioni puramente tecniche di rimbalzo, al momento i fattori importanti sono due: la durata dell’epidemia e la sua risoluzione attraverso una scoperta farmaceutica che ci aiuti a diminuire il tempo di confino, e le azioni messe in campo dalle banche centrali e dai governi, rispettivamente per sostenere la liquidità delle aziende e per dare supporto fiscale ed economico a chi non sta lavorando.

Sul fronte medico e farmaceutico, al momento ci sono 180 team scientifici al lavoro per sequenziare il virus, sperimentare farmaci sui sintomi e trovare un vaccino. Il vaccino sarà l’ultima cosa ad arrivare a causa della trafila delle sperimentazioni, ma buoni risultati si stanno già avendo trattando i pazienti con farmaci che venivano usati per altre patologie. La scoperta di un farmaco miracoloso, potrebbe accelerare il recupero più facilmente.

A livello economico le banche centrali hanno dato inizio a imponenti provvedimenti.

La Fed americana e la PBoc cinese hanno abbassato i tassi. Inoltre hanno previsto un massiccio acquisto di titoli obbligazionari di stato e garantiti da ipoteca, alzando il livello di liquidità di tali mercati.

Contemporaneamente la BCE, che ha lasciato invariati i tassi, ha avviato un programma di acquisti per sostenere la liquidità di titoli di stato. La banca centrale giapponese acquista anche ETF.

Tutte hanno programmi imponenti di stimolo alle banche locali per favorire i prestiti alle famiglie e alle imprese.

Insomma non si stanno affatto risparmiando risorse e questa volta, rispetto al 2008 si sono mosse molto velocemente.

Contemporaneamente ai provvedimenti di tipo monetario delle banche centrali, i governi di Italia, Francia, Germania e Usa hanno già previsto un piano di aiuti a famiglie e aziende che impatta sul mantenimento dei redditi e la sospensione di tasse tributi.

Tutte le risorse messe a disposizione in Europa, attualmente hanno il benestare della BCE e del Consiglio Europeo. I limiti del patto di stabilità sono stati rimossi e si è allo studio di una forma di finanziamento agli Stati da parte della UE.

I risultati di queste misure hanno portato un po’ di movimenti positivi sui mercati

Insomma la notizia da attenzionare è : c’è chi vende in perdita, ma c’è chi compra e sta facendo man bassa di titoli anche al 40% di sconto. Se il progetto di investimento era valido a Gennaio, lo è ancor di più adesso anche per chi non era ancora entrato sui mercati.

La recessione ci sarà ma come abbiamo visto per le altre crisi il recupero dell’economia in generale verrà anticipato dai mercati finanziari. La Depressione sembra scongiurata al momento dagli interventi istituzionali.

Molto importante adesso è entrare gradualmente in attesa degli sviluppi positivi la volatilità è molto alta.

Ma possiamo sfruttarla nostro vantaggio come in passato. Queste sono le performance del mercato americano durante le precedenti recessioni.

Queste invece sono quelle dopo le recessioni

Insomma come sempre, siccome non ho la palla di vetro, non vi posso dire quando finirà, ma come.

Il mercato riprenderà a lavorare come ha sempre fatto dalla sua nascita e lo farà fino a che esisteranno anche solo due persone che negoziano. Siccome non sappiamo da dove inizierà la ripresa, fondamentale sarà essere presenti sul mercato globale entrando gradatamente su tutte le asset class.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com