L’ospedale Cardarelli di Napoli sotto stretta osservazione. È di oggi, infatti, la notizia che due medici del nosocomio – che avevano già contratto il Coronavirus a marzo per poi guarire totalmente in seguito – sono risultati di nuovo positivi. I diretti interessati, asintomatici, prestano servizio nei reparti di Urologia e Trauma center – immediatamente chiusi e sottoposti a rigida sanificazione, con il primo che dovrebbe riaprire in giornata. Al momento, inoltre, nessun paziente è risultato infetto.

La mancanza di sintomi attestata nei due camici bianchi – che da settimane avevano ripreso l’attività lavorativa – non è stata un ostacolo per la rilevazione della positività: il 13 maggio scorso infatti, la struttura sanitaria più grande del Mezzogiorno ha avviato una campagna di screening massivo volta a spegnere sul nascere ogni possibile focolaio. Tutte le 3300 unità operative, sono state sottoposte al tampone orofaringeo: dall’avvio dei controlli a tappeto, sono stati 8 i positivi rilevati nel personale, per un totale di circa 40 medici infetti invece, dall’inizio della pandemia.

A onor del vero, l’attenzione sul Cardarelli era alta già da qualche settimana. Il 21 maggio scorso infatti – quando i casi interni erano 11, considerando anche 3 pazienti oltre agli 8 camici bianchi sopra citati – diverse rappresentanze sindacali sono insorte, chiedendo misure di contenimento più rigorose per spegnere quel ristretto focolaio, concentrato nel reparto di Medicina 2. Da un lato, il sindacato di base dei Cobas chiedeva “un intervento dei Nas per effettuare tutte le verifiche del caso ed accertare eventuali responsabilità”; dall’altro, Tiziana Ascione, una dei due infettivologi assoldati dal Cardarelli per monitorare costantemente la situazione interna: “in un ospedale dove si è continuata sempre ad assicurare l’assistenza sanitaria ai pazienti acuti, non si può azzerare la possibilità del contagio che però è stato contenuto al massimo“.

Intanto, per quanto riguarda la ripresa dell’attività ordinaria del Cardarelli, si segnala il completamento dei lavori di ristrutturazione del paglione H dell’Ortopedia – che era diventato un Covid center . La palazzina torna alla normalità con 56 posti letto in Ortopedia e le sale operatorie. Ripresa anche per il padiglione A, che da oggi rimette in sesto la week surgery e le tre chirurgie associate tra loro. Resta ancora ingarbugliata invece la situazione del pronto soccorso, dove all’esterno della struttura sono ancora fitti gli assembramenti di familiari che accorrono per sostenere i propri cari bisognosi di cure immediate. I protocolli ci sono, e prevedono utilizzo di dpi, distanziamento sociale, divieto di entrare all’interno e tamponi rapidi per chi necessita di ricovero. Dalle ore 14, un medico di turno è tenuto ad uscire dalla struttura e informare i familiari sulle condizioni di salute dei propri parenti.