Allo stato attuale, i casi confermati di COVID-19 sono, considerando la sola Cina, 78497; sempre solo in Cina si sono registrate 2744 morti e 32897 guarigioni. L’Italia ha registrato una rapida crescita dei contagi tra venerdì e sabato della scorsa settimana, arrivando a quota 528 casi confermati, 14 morti e 40 guarigioni (fonte: mappa online della Johns Hopkins University consultabile al seguente link https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6). La casistica conferma che la mortalità della malattia, valutata mediamente su scala globale, attorno al 2%, interessa prevalentemente persone di età avanzata e/o con patologie pregresse; ciò non vuol dire che gli altri non siano, in ogni caso, a rischio di contagio. Il virus, nella maggior parte dei casi, passa con la sola somministrazione di cure sintomatiche.

La situazione a Napoli

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris sottolinea che i casi isolati registrati in regione non sono autoctoni: ciò vuol dire che si tratta di persone di ritorno dai focolai dell’Italia settentrionale e che a Napoli ed in Campania non c’è alcun focolaio del virus. Si tratta di un’emergenza nazionale e le direttive sono centralizzate: il Comune di Napoli si rimette, per tutte le iniziative di prevenzione, al Ministero della Salute ed al capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, nominato commissario nazionale per le emergenze ambientali. Le misure messe in atto sono precauzionali: è impossibile eliminare completamente il rischio, ma è doveroso predisporre interventi volti a ridurre la possibilità di contagi. Gli interventi predisposti consistono in una procedura straordinaria di igienizzazione di scuole ed università, alla quale seguirà l’ordinanza che predisporrà l’igienizzazione di tutti i luoghi di assembramento (uffici, esercizi commerciali ecc.), compresi i mezzi pubblici. Sono in fase di elaborazione altre due misure: quella che predisporrà la dotazione di punti per il lavaggio delle mani da parte di tutti gli edifici pubblici, nei quali dovrà essere affisso il decalogo del Ministero della Salute e la direttiva, che sarà emanata esclusivamente in caso di lungo prolungamento della chiusura delle scuole, che garantirà ai genitori il diritto all’assistenza dei figli, con maggiore flessibilità dei permessi lavorativi. Da sabato scorso è inoltre attivo un tavolo di monitoraggio comunale permanente, che coinvolge dirigenti ed assessori comunali interessati, medici e ricercatori. Altre misure altamente restrittive a Napoli non sono, ad oggi, necessarie e verranno intraprese tutte quelle richieste per garantire la sicurezza dei cittadini, senza l’impedimento di limiti finanziari di sorta.

Una questione di responsabilità collettiva

Nessuna decisione è salvifica, nessuna decisione è esente da critiche, ma ogni decisione che prendiamo è il frutto di una consultazione generale ai massimi livelli“: così De Magistris invita a non lanciarsi in critiche azzardate all’operato delle autorità. Si tratta di una situazione in perenne evoluzione ed è segno di maturità culturale da parte dei cittadini accettare l’incertezza, senza sbilanciarsi in nessun senso: le misure precauzionali e le norme igieniche vanno rispettate con attenzione (le istruzioni sono al seguente link: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/40408), ma il panico è deleterio. Le scorte ai supermercati e le telefonate inopportune al 118 sono comportamenti inutili e sottraggono servizi e risorse a chiunque ne abbia realmente necessità. L’allarmismo, come la discriminazione, rischia di mietere vittime. Per scongiurare la disinformazione è opportuno rifarsi a piattaforme riconosciute, quali il sito di EpiCentro, portale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità; il sito del Ministero della Salute; il sito di CDC, Centres for Disease Contro and Prevention; il sito dell’ECDC, Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie; il sito della WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità. E’ fuori discussione, inoltre, qualsiasi ipotesi complottista sull’origine del virus: Massimo Galli, esperto di malattie infettive e primario dell’ospedale Sacco di Milano, dichiara che se si fosse trattato di un virus sviluppato in laboratorio “avrebbe avuto una partenza più piatta e un’evoluzione diversa” e inoltre “è molto simile, ma non completamente identico, ad altri coronavirus. Uno studio pubblicato su Lancet la scorsa settimana ha mostrato che il nuovo coronavirus è uguale a quello del pipistrello per l’88%, a quello della Sars per il 79% e a quello della Mers per il 50%“; Se qualcuno avesse voluto mettere in giro intenzionalmente un virus “avrebbe usato quello della Sars che era già pronto. Non ha senso farne uno simile, solo in parte, a uno già esistente“.

La missione dell’OMS e dell’ECDC in Italia

Un team di esperti dell’OMS e del Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC) è arrivato in Italia lunedì 24 febbraio per sostenere le autorità italiane nella comprensione della situazione. “COVID-19 è un nuovo virus che dobbiamo prendere molto sul serio. Questa missione in Italia è uno dei modi in cui l’OMS / l’Europa sostiene i paesi della regione. Stiamo lavorando duramente con i nostri Stati membri per assicurarci che siano pronti per COVID-19, preparando l’arrivo dei casi e l’eventuale diffusione localizzata. È fondamentale che trattiamo i pazienti con dignità e compassione, mettiamo in atto misure per prevenire la trasmissione e tuteliamo gli operatori sanitari ”, ha commentato il dott. Hans Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa.