Prorogare la serrata per ridurre i contagi: è questa la richiesta avanzata da Antonio Bossone, sindaco di Lauro, comune di 3.400 abitanti in provincia di Avellino, blindato per il Coronavirus. Le strade sono deserte, gli accessi alla viabilità esterna sbarrati da blocchi di cemento, nella cittadina dichiarata “zona rossa” dall’Unità di crisi della Regione domenica scorsa.

La decisione è giunta dopo che sono risultati positivi gli otto componenti di una famiglia che gestisce un supermercato al centro del paese. Il sindaco ha chiesto che l’ordinanza, che scade il prossimo 10 aprile, venga prorogata per un ulteriore periodo di tempo allo scopo di mettere in sicurezza tutti i cittadini e attendere lo screening sulla popolazione che la Asl di Avellino sta organizzando.

Si teme che possano superare i 200 i potenziali contagiati che, come clienti o fornitori, hanno avuto contatti con la famiglia positiva al virus. L’esercizio commerciale era chiuso già nei tre giorni precedenti la scoperta della positività dell’interno nucleo familiare, dopo che alcuni di loro avevano manifestato sintomi febbrili e tosse.

Al momento per nessuno di loro si è reso necessario il trasferimento in ospedale. Si presume che il primo ad essere stato contagiato sia stato il titolare del supermercato che nei giorni precedenti si era recato in ospedale a Sarno, in provincia di Salerno, per sottoporsi a controlli di routine. Con lui sono rimasti contagiati il padre, la moglie, i tre figli, una sorella e il figlio di quest’ultima.