Nella sala della Giunta Comunale di Palazzo San Giacomo è stata presentata “Cori vivi – in un mondo che”, un’iniziativa nata da un’idea dell’attore Germano Bellavia per ricordare Ciro Esposito, il tifoso del Napoli assassinato 6 anni fa durante la finale di Coppa Italia. Con lo scopo di ravvivarne la memoria e raccogliere fondi per l’associazione “Ciro Vive”, la partecipazione trasversale di giornalisti, attori, tifosi e istituzioni ha prodotto un videoclip nel quale viene cantata una canzone scritta da Antonio Leone in collaborazione con Germano Bellavia, Elio Manzo e la partecipazione di Maurizio Capone. I tifosi del Napoli sapranno riconoscere subito il ritornello che riprende un famoso coro della squadra azzurra. Il videoclip, con la regia di Bruno Nappi, è stato realizzato allo Stadio San Paolo, con il sostegno del Comune e della SSC Napoli, che ha donato 11 maglie destinate alla raccolta fondi. Data la natura del progetto, l’impegno di coloro che ne hanno preso parte è stata ovviamente a titolo gratuito.

Alla conferenza di presentazione del dvd, oltre al già citato ideatore Germano Bellavia, hanno partecipato: l’Assessore allo sport Ciro Borriello, l’Assessore alle politiche giovanili Alessandra Clemente, la madre di Ciro Esposito Antonella Leardi, gli attori Alberto Rossi e Angelo Di Gennaro, il musicista Maurizio Capone, con la moderazione della giornalista Raffaella Iuliano. Seppur assenti, hanno preso parte all’iniziativa benefica tra gli altri: Benedetto Casillo, Patrizio Rispo, Nina Soldano, Raffaele Auriemma, Ciccio Marolda, Gino Sorbillo e tutta la famiglia Esposito.

L’idea è nata nel momento peggiore della gestione di De Laurentiis (presidente del Napoli ndr), cioè quando è morto Ciro Esposito. Quindi serviva qualcosa che unificasse tutte le componenti in causa”. Così esordisce Germano Bellavia, che poi ci tiene a precisare “Antonella Leardi è stata abbandonata dallo Stato. Ricordo ancora le parole dell’ex Ministro dell’Interno Alfano, disse che essendo quello un evento sportivo non era previsto alcun risarcimento. Ma di sportivo non c’era assolutamente nulla, è stato un agguato vero e proprio”. Ma Bellavia non attacca solo le istituzioni, riporta anche le parole di un tifoso napoletano che ha apostrofato allora l’intera situazione affermando “vabbè tanto era di Scampia”. “Siamo noi i primi ad alzare i muri. La camorra ha capito che vendendo un buon prodotto a basso prezzo, il guadagno è altissimo. Perché l’imprenditoria non fa lo stesso? Spero di aprire una pasticceria a Scampia in futuro” conclude così il suo intervento.

La parola passa poi ad Antonella Leardi, accolta e poi salutata da applausi calorosi. “Negli anni mi sono sentita abbandonata. Via via, sono diminuite sempre di più le persone accanto a me e alla mia famiglia. L’associazione rischia di chiudere per mancanza di fondi e non ci sono volontari. Ero sul punto di mollare, quando mi è arrivata la chiamata per questo progetto” afferma la madre di Ciro Esposito, che poi continua “Io sono libera, perché non porto rancore verso nessuno. Quando vado nelle scuole non preparo alcun discorso, mi presento semplicemente come una mamma”.

Finché avrò fiato, non sarai dimenticato. Ciro Vive”. Le ultime parole di Antonella Leardi, che riprende il coro degli ultrà napoletani cantato per il figlio scomparso.