Passa come era ampiamente prevedibile la Juventus che raggiunge la finale di Coppa Italia a spese di un grande Napoli. Troppo pesanti, troppo decisivi gli episodi dell’andata, gli azzurri partono con un handicap pesante che finisce per condizionare la gara del San Paolo. Napoli nervoso per alcuni comportamenti dei giocatori juventini ed allora la squadra si disunisce e prende gol proprio dal contestatissimo ex: grave però l’errore di Reina che si addormenta e consente ai bianconeri di passare in vantaggio. Il primo tempo si conclude come tre giorni prima in campionato ma i fatti dicono che al Napoli serve una super impresa; segna Hamsik con una conclusione chirurgica ma subito Higuain mette le cose in chiaro e realizza il gol dell’1-2, un’autentica mazzata. Entra Mertens e nemmeno dieci secondi dopo approfitta di una topica di Neto: è 2-2. Il Napoli continua ad attaccare, a produrre calcio, tanto da segnare il 3-2 con Insigne; la squadra di Sarri crede nel miracolo ma non è aiutata dagli episodi. Quelli, decisivi, hanno preso la solita direzione, allo Stadium qualche settimana fa…

REINA 4: ha voluto fare il supereroe, ha recuperato in extremis per non mancare alla partitissima. Il gol subito da Higuain, decisivo, dello 0-1 è una sua colossale dabbenaggine. Ancora un errore contro la Juventus: ma non poteva giocare Rafael, abile ed arruolabile?

HYSAJ 6: non ripete la superlativa prestazione di campionato ma non ha demeriti particolari, tiene bene e fino in fondo.

CHIRICHES 5: la troppa naftalina lo porta a fare errori di una gravità inenarrabile; con una palla in orizzontale, sanguinosa, consegna a Rincon il comodo vantaggio, ma il sudamericano getta alle ortiche l’invito. Pochi minuti e concede ad Higuain troppi metri con l’argentino che ha modo per girarsi e concludere per il primo gol bianconero. La lezione gli serve per giocare d’anticipo e con maggiore cattiveria; vi riesce ma ormai la frittata è fatta.

KOULIBALY 6: qualche scellerato appoggio lo mette in atto ma nell’uno contro uno è insuperabile. Buona gara.

GHOULAM 5: ci piace per cattiveria e personalità ma a conti fatti non è nocivo dalle parti dell’area bianconera e dietro si perde colpevolmente Cuadrado nell’azione del secondo vantaggio di Higuain.

ZIELINSKI 5,5: non è un momento di grande splendore per il forte centrocampista polacco. Mostra le sue qualità tecniche troppo in maniera improduttiva.

DIAWARA 7: spettacolare la prestazione del giovane fenomeno azzurro. Massimo due tocchi, sempre precisi, grande fisico e stavolta anche una buona distribuzione del pallone e del gioco. Signore del centrocampo, regala anche una giocata funambolica che esalta il pubblico.

HAMSIK 6: parte con grande determinazione poi il nervosismo gli gioca un brutto scherzo e comincia a sbagliare l’impossibile. Ma proprio mentre pensi che sia meglio sostituirlo trova la zampata del pareggio che riapre i giochi. Gara comunque non particolarmente brillante, esce per PAVOLETTI 6, gettato nella mischia per il concitato finale. Non viene stimolato con palloni alti in area ma in un’occasione riesce a girarsi in maniera lodevole ma trova una deviazione che per poco non risulta beffarda per Neto.

CALLEJON 6: non riesci a dargli un’insufficienza anche quando fallisce in maniera clamorosa un appoggio che poteva indirizzare la storia in maniera diversa. Presente nella manovra azzurra, mette lo zampino nel gol di Hamsik e confeziona un pregevole assist nell’occasione del 3-2 di Insigne.

MILIK 6: non è al meglio ma non dispiace, si fa apprezzare per alcune sponde e per un tacco fantastico che aziona Insigne nell’occasione del gol fallito da Callejon ad inizio gara. Per poco non sorprende Neto con un tiro da fuori che però termina di poco a lato. Esce per MERTENS 6,5 che praticamente segna sullo slancio della corsa all’ingresso in campo, dopo dieci secondi o meno, sfruttando una disattenzione di Neto. Ha l’argento vivo addosso ma non riesce a risultare decisivo per completare la “remuntada”.

INSIGNE 6,5: vuole far partire l’azione azzurra sempre dai suoi piedi, cerca di inventare, di risultare decisivo. In un paio di occasioni cerca il gol impossibile ma fa parte del gioco, vorrebbe spaccare il mondo lui che sente la gara più di tutti. Lo trova il gol, ma è soltanto 3-2…

SARRI 7: la sua squadra è penalizzata dagli episodi dell’andata e da un eccesso di nervosismo che attanaglia quando si gioca contro chi fa soprusi di tutti i tipi. Ma ancora una volta il Napoli produce calcio, fa tanti gol e trascina grazie ad un cuore enorme. La squadra partenopea ha un’anima ed è quella del suo fiero condottiero: Maurizio Sarri.