‘’Chiediamo di avere coraggio e di tracciare delle date certe, con contenuti operativi” lo ha detto il ministro dell’Ambiente in riferimento alla “Carta di Napoli”, sottoscritta questa mattina nel capoluogo campano. Un documento che metterà insieme tutela dell’ambiente e sviluppo economico”, ha spiegato Sergio Costa accettando e rilanciando la sfida di una crescita commerciale coniugata al rispetto del mare. Tanti i temi al centro della Cop 21, la conferenza delle parti dei 21 Paesi, più l’Unione Europea, che si affacciano sul Mar Mediterraneo, Nord Africa e Medioriente compresi. A partire dalla tutela della biodiversità, aree marine protette nazionali e transnazionali, marine litter, inquinamento e bioeconomy.

Non sono mancati momenti di tensione prima dell’appuntamento di questa mattina, con un’azione organizzata all’ingresso di Castel dell’Ovo: alcuni attivisti dei centri sociali napoletani, riuniti sotto la sigla Fridays For Future, hanno tentato di bloccare l’accesso al castello in segno di protesta contro quella che considerano “una passerella dei ministri dell’ambiente” dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. “La Cop – assicurano gli attivisti attraverso un comunicato stampa diffuso dal centro sociale Insurgenciasarà bloccata e contestata in ogni modo“. Immediata la replica del ministro: ‘’La dichiarazione di Napoli al termine della Cop 21 segnerà proprio il percorso delle cose da fare. Si parla per arrivare a fatti concreti”.

Nel suo intervento di apertura, il ministro dell’ambiente ha sottolineato il ruolo importante dei giovani, tra i quali “cresce l’interessate per la natura e per nuovi modelli di produzione e consumo più sostenibili”. L’Italia, grazie alla collaborazione avviata con il Segretariato della Convenzione, ha organizzato la prima Cop Giovani, che si è tenuta a Napoli lo scorso 23 ottobre, “che ha visto insieme ragazzi della sponda Sud e Nord del mediterraneo discutere delle nuove sfide che ci attendono. L’Italia ed il Mediterraneo devono guardare a loro, alla comunità scientifica e agli operatori di settore che hanno un ruolo primario nel permettere alle nostre politiche di dare frutto”.