E’ soprattutto nel sud Italia che si concentra maggiormente il fenomeno del contrabbando. A dirlo sono alcuni dati contenuti nello studio “Flussi, rotte e luoghi del contrabbando di sigarette: le principali caratteristiche dei traffici illeciti in Italia”, i cui risultati sono stati presentati oggi a Roma. La ricerca è stata curata da Andrea Di Nicola, Professore di Criminologia, e Giuseppe Espa, Professore di Statistica Economica, fondatori di “Intellegit”, la start-up sulla sicurezza dell’Università di Trento realizzata con il contributo di British American Tobacco Italia.

La città capofila per contrabbando è Napoli, dove circa un pacchetto su quattro è di origine illecita. Al secondo posto Trieste, poco oltre il 20%, complice la vicinanza con il confine con la Slovenia, in cui un pacchetto costa in media 1,25€ in meno rispetto all’Italia. A seguire Casoria, con il 20% circa, Torre del Greco e Giugliano in Campania. I pacchetti di contrabbando in Italia provengono principalmente dal canale duty free, circa il 40% – privi del tassello fiscale – dal quale vengono sottratti per essere reimmessi nel mercato nero.

Secondo i risultati dello studio, l’incidenza del contrabbando a Napoli risulta di gran lunga superiore rispetto alla media nazionale, con picchi che vanno oltre il 50% nel 2015 e 2016 e, comunque, mai al di sotto del 10%. Dalla metà del 2018 si registra un trend in lieve calo, sebbene con incidenze sempre al di sopra della media nazionale e nel terzo trimestre del 2019 si attesta al 20%, a fronte di una corrispondente media nazionale del 6,2%.

Il monitoraggio operato nella città di Napoli include anche l’attività di Mystery Shopper, che consente di controllare l’andamento del mercato illecito all’interno della città e di raccogliere informazioni sul campo in termini di modalità di vendita, di prezzo medio illegale e di zone “calde” del contrabbando. Dai risultati di tale attività emerge come Napoli presenti dei profili di unicità rispetto alle altre piazze analizzate.

Anche in tema di sequestri, il capoluogo campano conferma la propria peculiarità. Dall’analisi dei dati forniti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza emerge, infatti, come i sequestri effettuati nel Napoletano abbiano una incidenza molto alta rispetto al totale nazionale, sia in termini di quantità sequestrate (volumi) che di numero di operazioni. Nel periodo 2015-2018, infatti, le operazioni effettuate nell’area del napoletano hanno rappresentato sempre più del 40% del totale nazionale dei sequestri (con un’incidenza superiore al 50% nel 2016).

Nel napoletano si concentrano quindi un gran numero di operazioni anti contrabbando. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, da sempre in prima linea nel contrasto al fenomeno, nei primi dieci mesi del 2019, ha effettuato 1.087 interventi, sequestrato 59 tonnellate di tabacchi, 31 mezzi di trasporto, denunciato 603 soggetti e tratti in arresto altri 98.