Continua la discussione sulla esposizione  della tela le “Sette opere della Misericordia” di Caravaggio dalla cappella del Pio Monte della Misericordia al museo di Capodimonte: il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, rispondendo al sindaco di Napoli Luigi de Magistris che aveva considerato “una occasione persa” la decisione del Mibac di non spostare la tela del Caravaggio, ha spiegato che c’è un parere tecnico che è stato motivato dal direttore generale, secondo cui non si può muovere quella pala a causa delle sue dimensioni e della sua posizione, per cui il problema non è tanto il trasporto, ma tirarla giù. Quindi la mostra dovrebbe essere fatta nei due siti collegati con delle corse speciali e straordinarie dei mezzi pubblici.

Nel frattempo, Sylvain Bellenger, direttore del museo di Capodimonte, assicura che la mostra si farà: “Spiegheremo cosa manca, come lo faremo sarà una sorpresa, e inviteremo le persone ad andare al Pio Monte per vedere come Napoli celebrò Caravaggio 40 anni dopo la sua morte”.

Il direttore del museo di Capodimonte ha spiegato, dal canto suo, che ci sono tecnologie e grandi competenze umane per lo spostamento. La ditta che spostò il quadro nel 2004 a Capodimonte è ancora la stessa che collabora con il museo. La funzionaria storica dell’arte, di grande esperienza, che segue il progetto di trasferimento, l’ha già seguito 15 anni fa. Il museo ha, inoltre, trasferito in occasione della mostra su Picasso, il dipinto “Parade”, una pittura di grandissima fragilità di 20 x 17 metri, senza alcun problema dal centro Pompidou di Parigi. Però questa situazione non è altro che una nuova sfida per il direttore Sylvain Bellenger, e la mostra avrà luogo in due sedi: museo e cappella.

Nella mostra originariamente l’idea era quella di rendere più visibile a tutti il modo di dipingere del genio. Ma ora l’obiettivo è quello di mostrare come “Napoli glorificò Caravaggio e non tanto (e solo) il forte legame con Napoli”, ha spiegato il direttore del museo.