Talvolta condizioni sfavorevoli, congiunture negative a causa di forze maggiori, quali contagio Covid, possono divenire opportunità propositive di crescita artistica, spirituale, esistenziale.

Se la peste “boccaccesca” diede vita, per diletto e passatempo, al bel e originale novellare da parte di chi trovò rifugio fuori dalla contaminata Firenze, così, in questo tempo non facile, l’incontro del drammaturgo Egidio Carbone Lucifero con altri personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura ha dato vita a qualcosa di altrettanto innovativo e interessante: la Bottega Costitutiva.

La prestigiosa sede del Museo della Pace, prospiciente piazza Municipio, è stata luogo d’incontro diContagio necessario“, presentazione delle attività scaturite dalla Bottega Costitutiva, fucina di idee e sperimentazioni nata da un’iniziativa del poliedrico Egidio Carbone Lucifero, nome ormai conosciuto nell’ambiente culturale, innovativo napoletano.

Essendo chiusi i sipari e spenti i riflettori, l’artista ha trasformato il suo teatro, Avanposto Numero Zero, in un laboratorio di spunti e riflessioni in cui elaborare un nuovo modo di essere personaggio in scena, svecchiando così obsoleti schemi ormai radicati nella tradizione. In tale originale avventura è stato affiancato e supportato dal noto maestro, il drammaturgo Enzo Moscato.

Moscato ha sottolineato l’importanza, per ogni cultore dell’arte, di mettere a disposizione il frutto del proprio bagaglio culturale; nel suo caso specifico l’esperienza di professore di storia e filosofia prima, di attore e drammaturgo dopo, senza dimenticare i risultati acquisiti nell’iter formativo e illuminante con il mondo della psicanalisi.

L’artista, ha continuato Moscato, è da considerare un archeologo, colui che scava nel passato per recuperare ciò che è andato perdendosi nella memoria storica. Il passato viene messo a confronto attraverso un incontro- scontro dialettico, generando così una contaminazione vivifica e “salvifica”.

L’incontro è proseguito con la proiezione di Guado“, il mediometraggio dell’ideatore della Bottega Costitutiva, il quale in 25 minuti, con riprese dai tagli scenici e inquadrature particolari, ha calamitato l’attenzione dei presenti. Lo spettatore è stato subito catapultato in una realtà surreale i cui luoghi partenopei, familiari e riconoscibili, sono l’unico aspetto rassicurante in un circuito di sequenze, interrotte da un ghigno dissacrante, da una risata assordante, che fa da fil rouge nell’intera narrazione.

Sette anni fa Carbone sperimentò per la prima volta in Guado la sua intuizione diattore costitutivo” , frutto di una ricerca sperimentale approfondita dai suoi studi di ingegneria.

L’attore costitutivo nasce dalle provate affinità tra la teoria della deformazione della materia e la metafisica di un personaggio.

A concludere l’incontro l’esibizione di alcuni attori della Compagnia della Bottega Costitutiva che magistralmente hanno interpretato alcuni brani tratti da testi dei maestri Moscato e Carbone. Le note di Marzouk Mejri hanno chiuso la serata.

Tra le varie sperimentazioni e ricerche nate dalla Bottega Costitutiva, sicuramente si può affermare che da parte di Egidio Carbone Lucifero e dei suoi compagni di mestiere, c’è stata la capacità “alchemica” di trasformare lo scaramantico color viola, ricordo della chiusura quaresimale dei teatri, in quel “verde speranza” generato stemperando i malumori del momento con il desiderio di rinascita e rinnovamento per il prossimo futuro.