Anche al Vomero si potranno acquistare prodotti provenienti da una filiera “legale”, grazie a Libera ed ai commercianti, già più di trenta, che hanno aderito alla  rete di esercizi commerciali per un “consumo critico”. 

Il Presidio di Libera Vomero-Arenella è nato un anno fa con lo scopo di fare anticamorra e cittadinanza attiva nel nostro quartiere: la scelta proprio di questo territorio è stata dettata non solo dal fatto che ci siamo nati, ma anche, e soprattutto, dalla convinzione erronea dei cittadini che qui la camorra non ci sia, non agisca nè tanto meno abbia interessi. Purtroppo, però, il Vomero e l’Arenella non sono l’isola felice che tutti credono: ce lo ricordano le vite spezzate per mano della camorra e, ancor più prepotentemente, ce lo ricordano i vari commercianti che si battono contro il pizzo.
Proprio in merito al racket, tra l’altro, abbiamo avviato una collaborazione con la FAI – la Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane – aderendo e promuovendo la campagna del “Consumo critico: pago chi non paga”: abbiamo coinvolto diversi esercizi commerciali della zona che hanno dichiarato di non pagare o, comunque, di aver denunciato il pizzo e che, ora, espongono una vetrofania che li renda riconoscibili agli occhi del consumatore in modo che anche questi possa scegliere criticamente dove fare i propri acquisti.
Questo primo anno di attività è stato un anno intenso in cui abbiamo proposto diverse iniziative: abbiamo innanzitutto intitolato il Presidio a Petru Birlandeanu e Gianluca Cimminiello, due vittime innocenti della camorra che, ad appena 30 anni, hanno visto i loro sogni esser stroncati dalla ferocia criminale; abbiamo, poi, promosso in diverse occasioni la campagna contro il gioco d’azzardo “Altra socialità”, ponendo l’attenzione su come questo fenomeno, oltre ad arricchire la criminalità organizzata (si stima un giro d’affari di circa 10 miliardi di euro), stia diventando un piaga sociale proprio nel nostro quartiere; stiamo collaborando, poi, con diverse scuole, l’ultima delle quali è stata il Liceo Pansini di cui abbiamo accompagnato circa 150 alunni sulle Terre di Don Peppe Diana, dove una cooperativa sociale produce la mozzarella della legalità su un bene confiscato al clan Zaza.
Il nostro è un Presidio giovane, e non solo perché è stato costituito appena un anno fa: siamo, infatti, tutti ragazzi tra i 20 ed i 27 anni che, in prima persona, si impegnano affinché le cose cambino; ci piacerebbe, a tal fine, un coinvolgimento sempre maggiore da parte della cittadinanza perché solo tutti insieme possiamo sconfiggere la camorra.