Ripensare il comparto delle Dop e Igp, sburocratizzare il più possibile per mettere le aziende in condizione di lavorare, cogliere la straordinaria opportunità del Recovery fund per portare avanti poche grandi priorità, cercando di dare al paese “un grande sogno, una grande visione dell’Italia di domani”. Il direttore generale del Consorzio della Mozzarella di bufala campana Dop, Pier Maria Saccani, ha riassunto le priorità del nuovo ministro alle Politiche agricole e quali attese ha il settore lattiero caseario in vista del Recovery Plan.

Innazitutto – spiega Saccani –  è auspicabile che il nuovo ministro abbia solidità e una permanenza di un certo periodo al ministero dell’Agricoltura, perché questo è il ministero che ha cambianto più ministri negli ultimi 10 anni. Questo vuol dire che non c’è continuità nella gestione, che i punti di riferimento cambiano continuamente, che non ci sono tempistiche di risposta adeguate”. Secondo il direttore generale del Consorzio della Mozzarella di bufala campana Dop, alla guida del Mipaaf sarebbe preferibile un tecnico, vista la fase complessa che il comparto sta affrontando, tenuto conto anche della modifica della Pac, il green deal, la strategia Farm to Fork.

Saccani spiega poi che vanno affrontati i “problemi storici” del comparto delle Dop e Igp che sono “legati soprattutto a tempistiche di gestione delle denominazioni”. Il Covid, infatti, “è stato un grande acceleratore di cambiamenti a abbiamo a che fare con prodotti Dop e Igp con una disciplina rigida, ma anche macchinosa nell’adeguarsi ai tempi”. Il consumatore, spiega poi il direttore, è cambiato così come la produzione ed è per questo importante capire come questi cambiamenti incideranno sul commercio.