Ieri il consiglio comunale di Napoli ha aperto nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino la seduta consiliare dedicata alla discussione del rendiconto di bilancio del 2019, gravato da 2,7 miliardi di debiti.

La seduta, conclusasi con l’approvazione del bilancio, ha rischiato di non cominciare, a causa dell’insufficiente numero di consiglieri presenti all’appello: 21 è il numero legale atto a garantire l’apertura del consiglio e, in segno di protesta contro l’attuale Amministrazione, Matteo Brambilla e Marta Matano del M5S, il capogruppo di Italia Viva Carmine Sgambati e quello del Pd, Aniello Esposito, hanno abbandonato l’aula al momento della conta. A garantire la partenza della seduta, tuttavia, è stata la presenza di altri membri dell’opposizione: Salvatore Guangi (Forza Italia), Marco Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) e Domenico Palmieri (Napoli Popolare), con grande disappunto di Matteo Brambilla, che così si è espresso:

Ora è chiaro chi ha svolto e svolge il ruolo di opposizione in Consiglio e chi no, chi ha assunto sempre posizioni chiare e trasparenti e chi invece – dalla maggioranza e dalla (finta) opposizione – ha assunto posizioni di convenienza.
In queste condizioni il rendiconto al bilancio 2019, sarà approvato da uno sparuto gruppo di consiglieri che decide del futuro della Città, approvando un provvedimento che sancisce il fallimento dell’Amministrazione e scarica sulle future generazioni miliardi di debiti. La responsabilità di quanto avvenuto ricade solo ed esclusivamente su chi non si è mai assunto le proprie responsabilità dinanzi alla Città mirando agli interessi di bottega invece che ai bisogni dei cittadini. Ora sapete chi sono questi personaggi.

Insomma, ad esclusione della Lega, che anch’essa si è assentata dall’aula con il capogruppo Vincenzo Moretto, a garantire lo svolgimento della seduta, in barba al resto dell’opposizione, è stato il centrodestra. Lo stesso gruppo politico, eccetto Aniello Esposito del Pd, che alla seduta consiliare del 3 giugno, con Stanislao Lanzotti (Forza Italia), Marco Nonno e Andrea Santoro (Fratelli d’Italia) aveva presentato una richiesta di dimissioni, da lasciare aperta per 15 giorni, per accelerare il crollo dell’Amministrazione De Magistris. Per quest’ultima, inoltre, questa seduta consiliare è stata decisiva: una mancata approvazione del rendiconto di bilancio avrebbe comportato il commissariamento del Comune, fino alle prossime elezioni, impedendo dunque a De Magistris di portare a compimento il suo mandato sino alla sua fine naturale, tra dieci mesi. Proprio per scongiurare il pericolo del commissariamento, il centrodestra, stando alle sue dichiarazioni, ha consentito lo svolgimento della seduta consiliare: l’affidamento del Comune ad un commissario statale rappresenterebbe un danno enorme per i creditori napoletani.
Alle aspre critiche di Brambilla ha risposto il sindaco De Magistris col suo intervento, ricordando la grande credibilità nazionale della città di Napoli e ringraziando i membri dell’opposizione che hanno consentito lo svolgimento della seduta:

Sono contento di come è andato questo consiglio e ringrazio coloro che ci hanno lavorato; abbiamo occhi e orecchie e abbiamo capito chi ama la città e chi lavora solo per sé stesso. Questi li lasceremo alle loro sconfitte umane ed etiche, perchè l’etica e l’umanità vengono prima della politica.”

Hanno espresso, in ultimo, le loro dichiarazioni di voto Elena Coccia (Napoli in Comune a Sinistra), che si è detta favorevole al bilancio e ha criticato aspramente chi ha abbandonato l’aula; Salvatore Guangi (Forza Italia), che ha dissentito dal bilancio, così come Anna Ulleto (Orgoglio Campano), pur ribadendo, entrambi, il desiderio di restare in aula; anche Maria Caniglia (Ce simme sfasteriati) ha votato contro il bilancio, con l’intento dichiarato di spronare al meglio l’amministrazione tutta e consapevole della valenza puramente simbolica del suo voto; favorevoli, infine, si sono detti Luigi Zimbaldi (Ce simme sfasteriati) e Marco Gaudini (Davvero – ecologia & diritti).

Con un totale di 24 votanti, 19 voti favorevoli e 5 contrari, è stato infine approvato il rendiconto di bilancio.