per i Pezzulli di Luciana Pennino: Un ossimoro

Tempo fa era solo un cestino, poi sono passata a una scatola, insufficiente nel giro di pochi mesi, e allora ho preferito un baule, ma ora forse dovrò passare a un intero armadio: mi piace tener da parte e in ordine tutti gli oggetti che perdo.

Avete capito bene, quelli che io stessa perdo. Dal momento che, sì, è una costante: perdo ombrelli, orecchini – anzi, o solo il destro o solo il sinistro, altrimenti sarebbe anche più comodo, entrambi e amen – prescrizioni mediche, biglietti dell’autobus appena acquistati, convocazioni per l’assemblea di condominio – sarà poi un vero danno? – post it su cui ho allora allora scritto la ricetta dell’amica, penne – non ve lo dico nemmeno, da aprirci una cartoleria – libri dati in prestito – i libri non si prestano!!! – spille mal appuntate sul bavero, occhiali da sole, le cause, la cognizione del tempo, il finale di certi film, una sana abitudine, l’allenamento, quei chili in più, l’amore, la trebisonda, la fiducia in me stessa, la fiducia negli altri, la pazienza, la testa, l’orientamento, la faccia, i treni, la connessione, la memoria… non so più nemmeno io quante cose perdo! E che rammarico, prima, quando ne perdevo il conto!

Da quando, invece, ho trovato lo stratagemma di raccogliere con zelo tutte le cose smarrite e di conservarle, sistemate ben bene, mi trovo meglio. E di tanto in tanto me le vado a rivedere e mi ricordo…

«Con questi chili persi, ero più in forma, però!»

«Questa è la fiducia in me che persi un tre anni fa, mese più mese meno, per un periodo alquanto lungo, e fu dura.»

«Ah, ecco la pazienza… e questa la perdo spesso, ahimè!»

«Qua sta l’orientamento di quella sera d’estate… Cielo, che panico mi prese, a non saper più ritrovare la strada!»

«Cavolo, quante occasioni stanno qui! Solo per queste ci vorrebbe un mobile a sé stante…»

«E qui, invece, c’è la testa… che incanto, quell’attimo in cui la persi. Invero fu ben più di un istante, ma nel ricordo lo vedo un soffio, un battito, un sospiro: perder la testa nell’ebbrezza e non volerla ritrovare.»

«E qui che c’è? Ah, la connessione… vabbè, perderla è un continuo!»

«Che ricordo, questo treno! Lo persi all’ultimo minuto e, nell’attesa del successivo, in stazione trovai in terra un taccuino che un viaggiatore frettoloso aveva perso per correre alla carrozza e non rischiare di perder la coincidenza. Non volevo e non volevo ma non seppi resistere: lessi quegli appunti! Scritti a penna, scarabocchiati e riscritti: raccontavano un amore perso, cercato affannosamente in cestini, scatole, bauli e armadi ma mai, mai più trovato… proprio come capita ai libretti che, cascando fuori dalla tasca di uomini in corsa per saltar su treni presi al volo, non saranno trovati mai, mai più!»

Luciana Pennino

“L’unica maniera per ritrovare un oggetto smarrito è comprarne uno nuovo.” (Legge degli oggetti smarriti – Legge di Murphy)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Il mondo e la gente mi incuriosiscono assai. Sono "leggera" nella scrittura e mi diverto nel fare ciò che mi appassiona. Penso che nulla sia più disarmante della gentilezza. Il mio esordio, nel 2017, è stato con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblico settimanalmente i "Pezzulli" e curo le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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