Una storia di disperazione, quella che vi raccontiamo, che ha lasciato sgomento anche il tribunale. Un muratore di 25 anni con un figlio malato non riusciva a garantire al piccolo le cure adeguate, così si è improvvisato rapinatore di banche. Così ha raccontato Michele S., tra le lacrime, per spiegare al giudice Alberto Gamberini, del tribunale di Bologna dove risiede, il motivo per cui ha deciso di rapinare la filiale di via Rizzoli della banca Unicredit. L’uomo, originario di San Cipriano d’Aversa, lunedì scorso preso dalla disperazione per non riuscire a sostenere con il solo stipendio la famiglia, con tre figli di cui uno affetto da una particolare forma di diabete, ha pensato di rapinare la filiale bolognese armato di un seghetto.

Il 25 enne è stato fermato dai passanti e subito arrestato dalla polizia per tentata rapina e lesioni ai danni di una cassiera, caduta dopo essere stata spinta prima che la coppia di rapinatori uscisse dall’istituto di credito. Il giovane casertano ha approfittato della pausa pranzo e, con l’aiuto di un complice originario di Casal di Principe, si è improvvisato ladro per disperazione, ma gli è andata male.

Il complice, Giuseppe P., è riuscito a fuggire e si è costituito presso la caserma dei carabinieri di Casal di Principe e si trova ora detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il gip Barbara Del Pizzo, del tribunale di Napoli Nord, al termine dell’interrogatorio per rogatoria ha confermato la custodia cautelare in carcere con l’invio degli atti al tribunale di Bologna per le decisioni del caso.