Abbiamo incontrato con grande piacere, Giuliana Guida, una dolce signora vomerese, figlia di Alfredo e sorella di Mario e Geppino, come dimostra la straordinaria somiglianza, subito riconoscibile per chi frequentava le librerie di Port’Alba e del Vomero.

Con lei vogliamo iniziare un percorso “a puntate” attraverso la storia della sua famiglia che ha istituito la mitica “saletta rossa”, luogo sacro di cultura, confronto, scambio e accoglienza per gli intellettuali per oltre sessant’anni.

Come molti sanno, la libreria Guida, fondata nel 1920, diffusasi e propagatasi in otto altre sedi oltre alla primigenia collocata a Port’Alba, ha purtroppo chiuso i battenti definitivamente nel 2015, anno di capolinea per molte imprese operanti nei settori più esposti ai contraccolpi della crisi economica del 2007, primo fra tutti quello della cultura. Una fortunata eredità di quella tradizione familiare, quasi centenaria, è oggi rintracciabile nella casa editrice di Diego Guida che si distingue per la qualità delle scelte editoriali.

Questo viaggio nel tempo viene intrapreso senza alcuna venatura nostalgica, ma piuttosto sotto la spinta dell’orgoglio e dello slancio verso il futuro, affinché il ricordo rinsaldi gli intellettuali e tutti i cittadini di buona volontà nella determinazione di continuare un percorso di contrasto alle tenebre della inciviltà e della barbarie che da sempre incombono su Napoli e che da sempre vi trovano una straordinaria capacità di resistenza.

Con tale premessa, riconoscendo l’attuale periodo di fermento culturale che anima la città, appare quanto mai opportuno ricordare il cuore antico delle librerie partenopee che hanno fatto scuola e diffuso saperi di ogni genere.

La saletta rossa della libreria Guida, nella storica sede di Port’Alba, costituisce davvero una pietra miliare nella tradizione cittadina di diffusione libraria.

Per una intuizione dei fratelli Mario e Geppino Guida, che potremmo definire visionaria per la precocità, la saletta rossa diventa il primo luogo cittadino in cui avvengono incontri culturali con presentazione di libri nazionali e internazionali. Le attività, affidate alla direzione di Pellegrino Sarno, iniziano nel 1963, anche grazie al notevole ampliamento degli spazi della libreria che ingloba i locali adiacenti e il piano superiore del palazzo.

In un certo senso, la saletta è il frutto naturale della ostinata volontà dei quattro fratelli Guida – Alfredo, Oreste, Mario e Raffaele – racconta Giuliana, di diffondere in Italia e a Napoli le avanguardie europee.

Neppure durante i cupi anni del regime fascista, l’attività di diffusione delle avanguardie viene interrotta, anzi il regime è sbeffeggiato dai libri “proibiti”, che sono ricopertinati e diffusi clandestinamente.

Nella saletta, però, arrivano non soltanto i volumi ma gli stessi autori, in carne e ossa, delle più influenti linee di pensiero, nazionali e internazionali e, con loro, i napoletani – già assidui frequentatori della libreria e i nuovi lettori, richiamati dalla fama degli ospiti – possono condividere uno scambio diretto, con domande e risposte, foriero di impulsi e nuovi stimoli intellettuali, scientifici e politici.

La saletta è un luogo aperto a ogni corrente di pensiero, come si vedrà quando parleremo dei suoi ospiti: esponenti di sinistra come di destra, oltre che letterati e scrittori. Ciò è possibile perché il piano del confronto è quello della parola scritta, una parola necessariamente meditata, argomentata, in molti casi dotta, mai improvvisata e mai violenta, se non nelle forme consone alla retorica e alla dialettica.

Certamente si tratta di un luogo da reinventare e ricostruire che in questa sede almeno sarà ricordato, attraverso le parole della “padrona di casa”.