La Giunta ha approvato il bilancio consolidato 2019. Dimenticano che 200 milioni di positività derivano dal prestito della Cdp“. Ci sarebbe poco da festeggiare per la città all’indomani dell’approvazione del bilancio consolidato dello scorso anno, che avrebbe portato in dote nuovi debiti, per saldare quelli passati: “non è tutto positivo come appare. 200 milioni di positività sono frutto del prestito di 500 milioni della Cdp. La maggior parte di questi soldi è stata utilizzata dal Comune per sanare i debiti“, a parlare è Matteo Brambilla, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, ai microfoni di Radio Crc Targato Italia, intervenuto nella trasmissione Barba&Capelli.

I debiti con le partecipate – continua Brambilla – saranno restituiti in 30 anni con comode rate da 20 milioni sottratti al trasporto pubblico locale. Il M5S si è opposto tre anni fa al piano di risanamento dell’Anm che non aveva un progetto definito. C’è bisogno di un mobility manager al vertice e una regia comunale che deve rilanciare le attrezzature e la vendita di biglietti”. Come noto, l’Azienda napoletana mobilità è un vero cruccio per Napoli, con i cittadini a fare i conti molto spesso con disservizi endemici che ne pregiudicano la normale funzionalità. Ad intensificare drammaticamente il fenomeno, le restrizioni varate per contrastare il Covid: Anm infatti ha ufficializzato qualche giorno fa una complessiva rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico in considerazione del numero ridotto di cittadini che si muovono. E pessime notizie arrivano pure dal documento contabile della previsione di bilancio 2020-2022 , secondo il quale, dal 2022, il Comune ridurrà di circa 20 milioni di euro su 54, i fondi annui da trasferire ad Anm.

Il consigliere Matteo Brambilla ha parlato anche della preoccupante crisi sociale che sta colpendo soprattutto la nostra città: “Come M5S abbiamo chiesto il reddito universale poiché quello di cittadinanza non basta. Napoli ha tutte le potenzialità per creare lavoro ma deve investire, soprattutto nelle aree periferiche“. Nonostante il delicato periodo storico, la querelle tra il sindaco di Napoli De Magistris e il Presidente della Regione Campania De Luca non si ferma: “ormai – ha concluso Brambilla – sono un opinionista e un comico che si sfidano in tv mentre la Regione sprofonda. La guerra tra istituzioni non è tollerabile“.